02 Dicembre 2025
De Luca (M5S) all’Ars: «In nome di Dio andatevene»

e Luca (M5S) all’Ars: “In nome di Dio andatevene”, duro attacco al governo Schifani
Palermo, 2 dicembre 2025 – “In nome di Dio andatevene”. Con questa frase di Oliver Cromwell del 1653, che sciolse un Parlamento corrotto, il capogruppo M5S all’Ars Antonio De Luca ha concluso il suo discorso durante la mozione di sfiducia al presidente della Regione Renato Schifani, denunciando un governo travolto da scandali e inefficienze.
Una legislatura “inconcludente e scandalo continua”
De Luca ha definito l’attuale legislatura “inefficace, inconcludente, costellata da scandali, indagati e imputati”, sottolineando che la mozione di sfiducia rappresenta un atto etico dovuto, anche se i numeri potrebbero non permetterne l’approvazione.
“Ci sarebbero voluti giorni per elencare tutte le motivazioni che dovrebbero indurre il Parlamento a chiudere questa legislatura. Ho dovuto fare una grossa scrematura, ma le cose peggiori sono tante”, ha dichiarato De Luca.
I principali fallimenti del governo
Tra le criticità citate dal capogruppo M5S:
-
Indagati e imputati all’interno della maggioranza;
-
Sanità siciliana al penultimo posto secondo il Gimbe, con rete ospedaliera in crisi;
-
Dighe colabrodo e siccità cronica;
-
Fallimenti nelle campagne antincendio, trasporti marittimi e scuole;
-
Disabili e categorie vulnerabili abbandonati.
Schifani e i “proclami fasulli”
De Luca ha anche preso di mira Schifani per le promesse non mantenute:
“La nomino ambasciatore dei proclami fasulli: dall’annuncio dell’azzeramento delle liste d’attesa alla lotta contro la raccomandocrazia, clamorosamente smentita dal caso Cuffaro”.
Secondo De Luca, Schifani è solo convinto di essere un parlamentarista, incapace di rispondere alle esigenze dei cittadini e di presenziare a sedute cruciali come quella sul disastro della sanità.
La mozione: un atto politico e simbolico
Nonostante le difficoltà nell’ottenere i numeri per approvarla, la mozione di sfiducia ha già prodotto un risultato: riportare Schifani in Aula e richiamare l’attenzione sui problemi strutturali e amministrativi della Regione Siciliana.




