01 Dicembre 2025
Codacons: ambulanze in ritardo, in Sicilia attese record

Codacons: “Quanto tempo sei disposto ad aspettare un’ambulanza?”
In Sicilia il soccorso arriva in media dopo 20 minuti, oltre il limite previsto
Il nuovo report Agenas sulle performance dei servizi sanitari regionali fotografa una situazione allarmante: in Sicilia, attendere un’ambulanza può diventare un rischio reale. Sei province su nove, infatti, non rispettano il tempo massimo di intervento di 18 minuti, parametro essenziale per garantire un soccorso efficace.
I tempi medi di arrivo delle ambulanze provincia per provincia
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Messina: 25 minuti
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Agrigento: 22 minuti
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Palermo: 21 minuti
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Catania: 21 minuti
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Siracusa: 21 minuti
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Ragusa: 20 minuti
Il dato regionale è chiaro: la Sicilia registra una media di 20 minuti, ben 2 minuti oltre il limite massimo fissato dagli standard nazionali.
Codacons Sicilia: “È il fallimento del sistema sanitario regionale”
«Questi tempi – dichiara l’avvocato Bruno Messina, Vicepresidente Codacons Sicilia – rappresentano il fallimento di un servizio sanitario che dovrebbe garantire cure tempestive e capillari. Serve un piano straordinario regionale per il potenziamento dei mezzi di soccorso e del personale dedicato all’emergenza».
Secondo Codacons, la Sicilia si conferma tra le regioni più in difficoltà in Italia per quanto riguarda i tempi d’attesa dei soccorsi, a causa di:
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insufficienza di autisti-soccorritori e personale sanitario;
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mancata implementazione delle centrali operative 118;
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carenza di investimenti in tecnologia, mezzi e digitalizzazione.
Poche ambulanze, pochi equipaggi: il problema strutturale
Uno dei limiti principali, evidenzia Messina, è la scarsa disponibilità di ambulanze rispetto alla domanda reale. Per questo il Codacons propone:
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aumento della flotta dei mezzi di soccorso;
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rafforzamento del personale dedicato alle emergenze;
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introduzione di un sistema di risposta differenziata in base alla gravità del caso.
Non tutte le chiamate, infatti, richiedono un’ambulanza tradizionale: molte situazioni potrebbero essere gestite con:
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auto mediche,
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mezzi di pronto intervento leggero,
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soccorritori rapidi non destinati al trasporto dei pazienti.
Questo consentirebbe maggiore rapidità e ridurrebbe il sovraccarico delle ambulanze “pesanti”, mantenendole disponibili per le emergenze più gravi.
Un sistema in affanno: “Serve un cambio di passo radicale”
«I numeri del report Agenas sono desolanti – conclude Messina – e fotografano un sistema sanitario regionale sempre in affanno. Urge un cambio di passo radicale e innovativo, per garantire anche ai cittadini siciliani una sanità adeguata, moderna e realmente efficiente».




