21 Novembre 2025
X Factor, la Sicilia in semifinale: Delia (salva dal ballottaggio) e Rob conquistano con gli inediti

La serata degli inediti di X Factor regala una doppia soddisfazione alla Sicilia
Delia da Paternò e Rob da Trecastagni accedono alla semifinale, portando sull’Ariston di Sky una ventata di autenticità che divide, sorprende e incendia i commenti del pubblico. La corsa ora guarda dritta alla finale di Napoli, il 4 dicembre, con un evento storico nella suggestiva Piazza del Plebiscito.
Delia, la regina dei mash-up finisce al ballottaggio: stanchezza o incomprensione?
Il colpo di scena della serata è tutto per lei: Delia finisce clamorosamente al ballottaggio con Viscardi — poi eliminato — nonostante sia una delle artiste più originali della stagione. Perché un talento così finisce a rischio uscita?
Sul palco Delia ha costruito un percorso unico: mash-up visionari, mescolanze coraggiose, testi profondi e un uso del siciliano come lingua identitaria. Ed è proprio lì che si apre il dibattito.
Molti spettatori sui social parlano di “stanchezza linguistica”, altri sostengono di “non capire ciò che dice”. Lo stesso Achille Lauro, pur elogiandola, scherza: «Amo la Sicilia, ma sono romano… ogni tanto faccio fatica a capire cosa dici».
Il suo giudice Jake La Furia non ci sta: «Non capiamo una parola nemmeno di Rosalía o di Geolier eppure li ascoltiamo», ricorda. E anche Giorgia interviene: «Noi da ragazzi ascoltavamo le canzoni americane senza capire nulla…». La super ospite Levante, con discrezione, lancia un sostegno alla sua conterranea: «La Sicilia fa discutere, bene così».
L’esibizione “incriminata” è il suo mash-up tra La Llorona di Chavela Vargas e Barrio di Mahmood, cucito con barre intense in siciliano. Jake, nelle prove, aveva provato a chiederle di “ammorbidirlo”, ma lei ha risposto netta: «Dovrei riscriverla. L’ho pensata in siciliano e così la voglio fare».
La scelta non paga nel televoto, ma conferma la sua identità artistica.
Gabbani scherza, Jake difende la sicilianità
Ma la serata non è stata priva di siparietti: Francesco Gabbani continua a insinuare il dubbio. Nei precedenti live aveva chiesto a Delia: «Ma farai sempre mash-up? Ma canterai sempre in siciliano?». Domande che hanno sempre fatto accendere Jake La Furia, difensore della libertà artistica della sua pupilla. Ieri, però, Gabbani la butta in caciara: riferendosi a un ipotetico parrucchiere, domanda a Delia scherzando se fa i colpi di sole o le mash…up. Una battuta velata, ma capace di strappare risate e alzare il ritmo della serata.
Il suo inedito “Sicilia Bedda”: una lettera d’amore e addio
Con l’inedito “Sicilia Bedda”, Delia racconta la sua isola con la nostalgia di una figlia pronta a partire per inseguire un sogno. Sa che, per costruire una carriera, potrebbe dover lasciare la sua terra. E canta proprio quel nodo alla gola tra radici e futuro.
«Non mi interessa vincere, voglio un pubblico che mi capisca», ha dichiarato. Sa che il siciliano può attirare critiche, ma non tradisce ciò che è. «Il siciliano non è un dialetto, è una lingua. È il mio modo di esprimermi», ripete.
Al pubblico più attento ricorda una giovane Carmen Consoli: per approccio narrativo, per la poetica, per la capacità di portare in scena storie vere, ferite e bellezza della sua terra.
Il web si ribella al ballottaggio tra Delia e Viscardi
Molti utenti non si spiegano come mai sia stato proprio Viscardi a essere eliminato, mentre Tellynonpiangere di Gabbani si è salvato e vola alle semifinali. Commenti, meme e discussioni infiammano i social: «Non sarebbe dovuto uscire Viscardi. La sua cover di Purple Rain è stata una delle migliori esibizioni di quest’anno!», «Come fa Telly ad arrivare in semifinale?» sono solo alcune delle lamentele. Viscardi e Delia incarnano due espressioni complementari della stessa idea: artisti che pongono la loro lingua madre — il napoletano per lui, il siciliano per lei — e la cultura locale al centro della propria musica, sfidando convenzioni e televoti.
Rob, l’underdog che ha conquistato tutti: punk, cuore e voce
Se Delia divide, Rob unisce. Da underdog silenziosa a sorpresa della stagione, la cantante di Trecastagni ha cucinato la giuria a fuoco lento fin dalla prima puntata.
Il suo inedito “Cento Ragazze” funziona, è fresco e radiofonico. Forse un po’ commerciale, come suggerisce qualcuno, ma la sua anima punk rimane forte. L’importante sarà non smarrire proprio quella identità che l’ha resa così riconoscibile.
La consacrazione arriva con i brani più difficili: “Bring Me To Life” degli Evanescence — un Everest per chiunque — e prima ancora “Ti Sento” dei Matia Bazar. Rob non solo regge, ma convince.
Nella seconda manche spazza via ogni dubbio con “Un’emozione da poco” di Anna Oxa: qui il ruolo del giudice Paola Iezzi è chirurgico, con assegnazioni che le calzano addosso come una seconda pelle. Rob vola in semifinale con la sicurezza di chi ha finalmente trovato la sua strada.
Glow up: stile, identità e trasformazioni
Ultima nota, ma non per importanza: il lavoro estetico.
Rob cambia colore di ciocche a ogni live — rosa, verde, arancione, blu, fucsia — restando sempre coerente con il suo punk curato e contemporaneo.
Delia, invece, è un tributo vivente alla Sicilia: corsetti, velette, pizzi, vibrazioni da D&G, e quei ricci castani con punte bionde che sembrano scolpiti dal sole dell’Etna. Sì, è siciliana. L’avevamo detto? (E ridetto.)
X Factor premia chi osa e chi emoziona
E ieri sera la Sicilia ha dimostrato di saper fare entrambe le cose. Delia e Rob volano meritatamente verso la semifinale: due artiste diverse, due storie che crescono, due modi opposti ma complementari di rappresentare una terra che al programma sta dando molto più di quanto si aspettasse.






