20 Novembre 2025

Maxi operazione antidroga all’alba: 10 misure cautelari

Maxi operazione antidroga all’alba: 10 misure cautelari

Blitz antidroga all’alba: in carcere Palermo, Caffarelli e altri sei. Ai domiciliari Angela e Nancy Campo

Alle prime luci dell’alba, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, oltre 80 militari del Comando Provinciale dei Carabinieri hanno eseguito una vasta operazione contro una presunta associazione criminale dedita al traffico di droga e alla detenzione e porto illegale di armi. L’intervento, supportato dalle unità API, Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, Nucleo Cinofili e 12° Nucleo Elicotteri, ha portato all’esecuzione di dieci misure cautelari emesse dal GIP del Tribunale di Catania.

Gli arrestati in carcere

Secondo l’impostazione accusatoria (ferma restando la presunzione di innocenza), sono finiti in carcere:

  1. PALERMO Carmelo (nato a Catania il 15/07/1994), ritenuto capo e organizzatore di una piazza di spaccio;



  2. CAFFARELLI Alessandro (Catania, 02/07/1998), ritenuto capo e organizzatore di una piazza di spaccio;

  3. BLANCO Piero (Catania, 17/09/1969), partecipe;

  4. GRECO Salvatore Christian (Catania, 25/09/2002), partecipe;

  5. LAZLARO Michael Gaetano (Catania, 13/10/2001), partecipe;

  6. SANTAGATI Orazio (Catania, 06/07/1997), partecipe;

  7. VIGLIANESI Rosario (Catania, 05/08/1999), partecipe;

  8. TORRISI Sebastiano Raffaele (Catania, 25/11/1992), indagato per detenzione e porto illegale di armi e munizioni.

Ai domiciliari con braccialetto elettronico

Destinatarie della misura degli arresti domiciliari sono:

  1. CAMPO Angela (Catania, 05/10/1994), partecipe;

  2. CAMPO Nancy Sofia (Ravenna, 30/09/2000), partecipe.

L’associazione: armi esibite per “potenza di fuoco” e controllo del territorio

Secondo gli investigatori, il gruppo mostrava armi anche nella quotidianità per esibire “potenza di fuoco” e accreditarsi in un contesto territoriale “storicamente impregnato di disvalori mafiosi”. La presenza costante sul territorio avrebbe consentito di monitorare le forze dell’ordine e perfino di intervenire in controversie locali, arrivando — secondo gli atti — a pestaggi e a individuare autori di furti sostituendosi alle istituzioni.

L’uso delle armi avrebbe avuto anche lo scopo di intimidire altri gruppi e rafforzare il controllo sulle piazze di spaccio.

L’estorsione del “cavallo di ritorno”

Durante le indagini sarebbe emersa anche un’estorsione: tre indagati, con il consenso dei promotori, avrebbero chiesto 500 euro al proprietario di un ciclomotore rubato alla “Vecchia Dogana”, per restituirgli il mezzo.

Gli affari: 3.000 euro al giorno e stipendi settimanali

Secondo gli inquirenti, l’associazione — armata, composta da più di dieci persone e con coinvolgimento anche di minori — generava introiti per circa 3.000 euro al giorno. I partecipi avrebbero ricevuto circa 600 euro a settimana, più premi per consegne o servizi resi al gruppo.

La cassa comune avrebbe garantito sostegno agli arrestati, come nel caso di una donna trovata con 465 grammi di cocaina, alla quale sarebbero state coperte spese legali e viaggio.

Sequestri e risultati investigativi

L’indagine ha portato a:

  • 2 arresti e 1 denuncia per spaccio,

  • 8 arresti per armi illegali,

  • 2 denunce per detenzione abusiva di munizioni,

  • sequestro di 500 grammi tra cocaina, hashish e marijuana,

  • 3 pistole, 1 fucile a canne mozze,

  • 70 munizioni di vario calibro.

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redazione

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