17 Novembre 2025
Stipendi ODA ancora bloccati e futuro incerto

Il caso di “imbarazzo indicibile” della Fondazione Oda
“Un ente morale con oltre sessant’anni di storia, nato per sostenere gli ultimi, non può oggi diventare terreno di incertezza per chi garantisce ogni giorno cura, riabilitazione e assistenza”. Con queste parole Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale Cisal Catania, commenta il gravissimo caso di “imbarazzo indicibile” che sta travolgendo la Fondazione ODA – Opera Diocesana Assistenza di Catania, un’istituzione storica da sempre presidio di carità cristiana e vicinanza a chi vive condizioni di disabilità e disagio.
La crisi finanziaria della Fondazione Oda
L’ente si trova oggi in una situazione economica drammatica, con un buco di bilancio stimato tra 53 e 68 milioni di euro. Una voragine che sta producendo effetti devastanti su lavoratori, famiglie e utenti.
Le principali criticità sarebbero legate all’aumento dei costi legati al rinnovo contrattuale e agli arretrati, a fronte di tariffe regionali non adeguate e insufficienti a coprire rialzi superiori anche a tre-quattro volte. Ma anche al mancato accredito da parte della Regione dell’acconto del terzo trimestre 2025 (circa 2,8 milioni di euro), somme attualmente bloccate da Equitalia per debiti fiscali dell’ente.
E non solo: dietro la crisi dell’Oda vi sarebbe anche la convenzione triennale tra ASP Catania e Fondazione ODA, stipulata il 30 gennaio 2023, e che scadrà il 1° gennaio 2026, aprendo scenari di ulteriore incertezza. Infine, la procedura relativa all’affitto del ramo d’azienda e al possibile passaggio a SISIFO rimane in una fase di definizione e, come emerso dall’incontro del 24 ottobre 2025, non prevede l’assunzione da parte di SISIFO dei debiti maturati verso i lavoratori prima dell’avvio dell’affitto.
Lo Schiavo: “Oltre 300 famiglie a rischio. Servono risposte immediate”
“A oggi – denuncia Lo Schiavo – si resta in attesa dello sblocco degli stipendi. A ottobre mancavano all’appello sette mensilità. Parliamo di oltre 300 famiglie che rischiano seriamente il sovraindebitamento, con effetti sociali devastanti. È una condizione umanamente insostenibile per lavoratori e lavoratrici che, nonostante tutto, continuano a garantire professionalità e dedizione”.
“Non intendiamo puntare il dito contro nessuno – precisa – ma trattandosi di fondi pubblici, riteniamo che sia doveroso porre domande chiare alla Regione Siciliana, all’ASP di Catania e alla stessa governance dell’ODA: come si è arrivati a una situazione debitoria tanto grave? Chi doveva vigilare? Come si intende tutelare il personale e la continuità dei servizi?“.
Preoccupazione per gli utenti e per la tenuta occupazionale
La Cisal Catania esprime forte preoccupazione anche per gli oltre 1.500 assistiti: utenti fragili che hanno trovato nell’ODA uno dei presìdi socioassistenziali e riabilitativi più importanti e antichi d’Italia.
“Non possiamo permettere – conclude Lo Schiavo – che un ente nato per proteggere i fragili diventi esso stesso un problema sociale. Chiediamo responsabilità, chiarezza e interventi urgenti: il tempo è scaduto. I lavoratori non possono aspettare oltre e gli utenti non possono pagare le conseguenze di errori che non appartengono a loro”.






