15 Novembre 2025
Dal morto alla gara d’appalto da 2,7 milioni: il doppio volto di via Zurria

Catania, tragedia nella palestra di via Zurria: muore 43enne durante un tentato furto. La zona nel degrado, mentre si prepara la riqualificazione dell’ex mattatoio
È precipitato da un’altezza di circa undici metri, nella notte tra sabato 9 e domenica 10 novembre, mentre tentava di rubare del materiale ferroso dal tetto della palestra comunale di via Zurria, nel quartiere San Cristoforo. Per un 43enne catanese, già noto alle forze dell’ordine, non c’è stato nulla da fare.
Secondo la ricostruzione della Polizia di Stato, intervenuta sul posto insieme al personale medico del 118, l’uomo si sarebbe arrampicato sul tetto della struttura sportiva per accedere alla parte superiore della copertura, ma il solaio non ha retto il peso, facendolo precipitare sul parquet del campo di basket. Il corpo è stato scoperto all’alba dal personale delle pulizie, che ha subito lanciato l’allarme.
La Procura di Catania, con il coordinamento del sostituto procuratore aggiunto Fabio Scavone, ha aperto un’inchiesta per chiarire le circostanze della morte e ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima. La struttura è stata posta sotto sequestro.
“Una tragedia annunciata”
Sulla vicenda è intervenuto il presidente del Primo Municipio, Francesco Bassini, che ha denunciato la condizione di abbandono e insicurezza che da tempo caratterizza l’area:
“Purtroppo è morta una persona. Via Zurria è praticamente una terra di nessuno, soprattutto dopo la gestione delle strisce blu da parte dell’AMTS fino alle tre di notte. Lo diciamo da anni: l’impianto di videosorveglianza non funziona, e abbiamo inviato lettere e protocolli per chiedere maggiore sicurezza. Persino il 22 settembre scorso abbiamo avuto il sindaco in consiglio, ma non siamo stati ascoltati.”
Bassini ha aggiunto che l’uomo “probabilmente è salito tramite la scala antincendio e ha cercato di staccare un pezzo di rame dal muro, ma una corda improvvisata o un tubo elettrico non ha retto, facendolo precipitare per oltre undici metri”.
Un’area segnata dal degrado e dai furti
L’episodio si inserisce in un contesto di degrado e insicurezza cronica. Negli ultimi mesi via Zurria è stata più volte teatro di episodi analoghi:
- lo scorso febbraio, ignoti si sono introdotti nella sede del Primo Municipio, rubando tre compressori;
- ad agosto, un blitz dei Carabinieri ha portato all’arresto di un 48enne trovato in possesso di tre pistole e munizioni pronte all’uso.
Non è il primo incidente mortale nella stessa struttura. Nel dicembre 2013, il presidente della società sportiva Nuoto Catania, Francesco Scuderi, perse la vita precipitando dal tetto durante un sopralluogo.
La riqualificazione in arrivo: appalto da 2,7 milioni di euro
Paradossalmente, la tragedia è avvenuta mentre il Comune di Catania ha appena avviato una gara d’appalto per la riqualificazione del complesso sportivo di via Zurria, che comprende la piscina, la palestra, gli uffici della Prima Circoscrizione e un asilo nido.
Il progetto, dal valore di 2,7 milioni di euro, prevede interventi di rifacimento della copertura, risanamento delle travi strutturali, sostituzione dei serramenti e efficientamento energetico. L’obiettivo è restituire al quartiere Angeli Custodi un luogo sicuro e funzionale, capace di tornare a essere punto di riferimento per sport e socialità.
Secondo la relazione tecnica allegata agli atti di gara, tuttavia, lo stato di conservazione dell’edificio è compromesso: infiltrazioni, umidità e distacchi del controsoffitto hanno già reso necessario l’inserimento di reti di sicurezza per proteggere gli utenti. Anche i prospetti esterni e i serramenti mostrano segni evidenti di deterioramento.
Una ferita per la città
La morte del 43enne riaccende i riflettori su un’area dimenticata, dove i progetti di recupero sembrano inseguire una realtà fatta di abbandono e incuria. “Questa persona avrebbe dovuto rispondere alla legge – ha detto ancora Bassini – ma perdere la vita per pochi euro è drammatico.”
Un dramma umano e urbano insieme, che interroga ancora una volta la città: quanto vale la sicurezza di chi vive e lavora nei suoi spazi pubblici, e quanto tempo occorrerà perché via Zurria smetta di essere una terra di nessuno?
Foto: Davide Anastasi






