15 Novembre 2025
Catania Capitale Cultura 2028, Bucolo: «Non è pronta»

Catania Capitale della Cultura 2028, Mario Bucolo: “La città non è ancora pronta”
Il rischio che la fretta e i soli due anni a disposizione trasformino la candidatura in un boomerang e in un danno di immagine colossale.
Promuovo la città di Catania nel mondo dal 1985, prima da New York e ora da Londra, portando la sua cultura e le sue tradizioni all’attenzione internazionale. Lo scorso gennaio, ho realizzato la prima mostra fotografica sulla Festa di Sant’Agata all’estero, presentando Catania al pubblico londinese.
Per questo accolgo con favore l’idea che Catania diventi Capitale Italiana della Cultura, ma ritengo che non sia ancora pronta per il 2028. Con soli due anni a disposizione e senza un assessore al turismo e alla cultura, la candidatura rischia di trasformarsi in un boomerang e danneggiare l’immagine della città.
Diventare Capitale della Cultura è un traguardo che richiede processi strutturali, strategie di promozione turistica e culturale consolidate nel tempo. Non può essere un punto di partenza improvvisato. Ho esaminato il dossier di candidatura: a parte qualche riferimento all’Etna, potrebbe essere applicato a qualsiasi altra città come Siracusa o Lecce. Gli obiettivi strategici e gli assi proposti sono generici, poco concreti, con concetti di base che chiunque può formulare in poche ore.
Il sindaco parla di orgoglio e responsabilità, ma la candidatura appare più un passo lungo della gamba che un progetto strutturato. L’unico spunto interessante riguarda il turismo: “necessita di un’infrastruttura capace di trasformare il transito in esperienza”. Ma qualcuno in Comune ha un piano concreto per realizzarlo?
Il dossier enfatizza la cultura locale e le tradizioni, ma il linguaggio eccessivamente tecnico e pieno di termini inglesi rischia di risultare uno esercizio stilistico senza reale sostanza. Non ci sono azioni concrete, piani di comunicazione internazionale o eventi strategici definiti: solo una lista di eventi di scarsa rilevanza.
In sintesi, la candidatura di Catania 2028 rischia di restare una dichiarazione d’intenti, senza la struttura necessaria per trasformarla in un vero progetto culturale e turistico di livello internazionale.





