13 Novembre 2025

Dalla cenere del Cutiliscio generiamo l’impossibile

Dalla cenere del Cutiliscio generiamo l’impossibile

Sono passati dieci anni da quando una parte dell’area delle antiche Ciminiere andò in fiamme

 

Di Sergio d’Arrigo – ingegnere e storico del cinema

Quei luoghi contenevano la ciminiera più alta del cavaliere Alfredo Alonzo, “il Re dello Zolfo”, così come il “Cutiliscio” non solo oggetto, ma anche simbolo iconico di una supremazia industriale che vedeva in Catania la capitale mondiale della estrazione e lavorazione zolfifera.



L’allora sindaco Enzo Bianco, dopo una completa ristrutturazione, l’aveva destinata all’Accademia di belle arti. Quello che resta, abbandonato da allora, è stato dimenticato ed isolato dal recente cantiere del nuovo Palazzo di giustizia di Catania. Quali sono dunque i presupposti per essere ottimisti riguardo ad una rapida ricostruzione del “Cutiliscio”, come manifestato pubblicamente da un rappresentante della Città metropolitana, andato in fumo poche ore fa?

Sono certamente sinceri i sentimenti di sgomento della collettività per la perdita di un luogo così carico di ricordi, così come quelli di chi da amministratore desidera porre rimedio. Ma teniamo presente che lavori di questa portata hanno bisogno di tempi che non coincidono con la durata di un mandato e che, passato il momento dell’emozione, alla fine ci si abitua a tutto.

Serve un cambio di passo soprattutto da parte della cittadinanza, il cui “mandato” invece non è a scadenza. In democrazia, lo dice lo stesso termine, è il popolo che comanda, ma se il popolo non va a votare e si disinteressa alla gestione è sterile solo lamentarsi.

Bisogna rimboccarsi le maniche e fare ognuno la propria parte. Catania è una città con una grande anima ed un grande popolo, lavoriamo tutti insieme, solo così anche l’impossibile può diventare possibile.

redazione

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