12 Novembre 2025
Incendio Le Ciminiere, Trantino: «Dalle ceneri siamo sempre risorti»

I catanesi fanno i conti con il disastro: “Un pezzo di cuore andato in fumo, ma dalle ceneri risorgeremo”
È il giorno dopo l’incendio che ha devastato una delle strutture simbolo della città: la sala congressi del complesso fieristico de Le Ciminiere in viale Africa. Le fiamme, divampate nella serata di ieri, hanno distrutto il cosiddetto “Ciotolone”, l’imponente spazio progettato dall’architetto Giacomo Leone, capace di ospitare fino a 1.200 persone. Un rogo domato dopo ore di intervento da parte dei Vigili del Fuoco, che hanno lavorato in condizioni difficilissime per contenere il disastro.
Quella che oggi resta è una grande ferita nel cuore della città
Le Ciminiere non erano soltanto un polo fieristico. Chi è cresciuto qui sa cosa rappresentano Le Ciminiere: un luogo dove la città si è raccontata, dove la cultura si è fatta comunità. Lì ho assistito a incontri, fiere, spettacoli, mostre. Ricordo l’odore dei libri a Etnabook, le risate dei bambini al Villaggio di Babbo Natale, la folla colorata di Etna Comics. Oggi, di tutto questo, resta solo il fumo.
Gli amici di Etna Comics scrivono:
“Un pezzo di cuore è andato distrutto. Una parte della nostra casa non c’è più. Ma i ricordi restano, vivi più che mai. Da questi ripartiamo, come l’Araba Fenice”, si legge sui social nelle ore successive al rogo.
Il sindaco Enrico Trantino, in un post pubblico, ha parlato di una “tragedia che colpisce la città, ma che non deve piegarla”:
“Due sale congressuali da 1.200 e 600 posti, all’interno di un involucro partorito dall’estro architettonico di Giacomo Leone, sono state distrutte dalle fiamme. Catania ha reagito a ben più tragiche calamità. Ora è il momento di mostrare la nostra attitudine alla resilienza per ricostruire, non solo un simbolo, ma un centro che ha prodotto cultura, eventi e crescita. Dalle ceneri siamo sempre risorti.”
Il primo cittadino ha parlato di resilienza, di rinascita dalle ceneri. E ha ragione. Catania è una città che ha conosciuto il fuoco del vulcano, i terremoti, le macerie e le rinascite infinite. Ma ogni volta che perdiamo un luogo come questo, non possiamo limitarci a dire che ricostruiremo. Dobbiamo anche chiederci come custodiamo ciò che amiamo, quanto siamo davvero consapevoli del valore dei nostri spazi culturali.
Sgomento e amarezza anche dal mondo culturale
Sergio D’Arrigo, critico cinematografico che da anni supporta il Museo del Cinema sito all’interno del complesso fieristico, ha affidato ai social un commento intriso di dolore e indignazione:
“Le modalità con cui si sta consumando tra le fiamme una delle opere architettoniche più importanti di Catania lasciano senza parole. Non solo non si è in grado di custodire, ma si riesce perfino a distruggere. Il ‘Cutuliscio’ è una preziosa opera visionaria dell’architetto Giacomo Leone. De profundis, Catania.”
Sul fronte sindacale, è intervenuto il segretario provinciale della Cisal Catania, Giovanni Lo Schiavo, che ha parlato di un “danno immane per la città” e ha chiesto chiarezza e sicurezza nei luoghi di lavoro:
“Le immagini di quelle fiamme che divorano uno dei luoghi più rappresentativi della nostra vita culturale colpiscono profondamente la comunità. Dobbiamo riflettere sulla fragilità dei nostri spazi pubblici e sulla necessità di garantire standard di sicurezza elevati. È urgente rafforzare la cultura della prevenzione e i controlli nei cantieri e negli edifici pubblici.”
Le cause del rogo sono ancora in fase di accertamento da parte delle autorità competenti, ma l’ipotesi più probabile resta quella di un incendio sviluppatosi durante alcuni lavori di manutenzione.
Nel frattempo, Catania si risveglia più povera, ma non arresa
Le parole che rimbalzano ovunque sono le stesse del motto latino scelto da molti cittadini per accompagnare le immagini del disastro: #MeliorDeCinereSurgo – “Dalle ceneri risorgo migliore.”






