10 Novembre 2025

Giarre, presentato Marziale “Il Poeta scomodo”, di Paolo Sessa

Giarre, presentato Marziale “Il Poeta scomodo”, di Paolo Sessa

GIARRE. Su iniziativa della Società giarrese di storia patria e cultura, dell’associazione culturale “L’agorà”, dell’Università delle tre età di Giarre e con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Giarre, in una sala degli specchi del Municipio gremita di pubblico, nel corso di un interessante incontro è stato presentato stasera (lunedì 10 novembre) il libro di Paolo Sessa “Il Poeta scomodo”, un “autoritratto” di Marco Valerio Marziale nella Roma del I secolo d.C.”. Dopo i saluti dei presidenti della Società Giarrese di Storia Patria e Cultura Carmelo Torrisi, dell’Unitre Maria Grazia Bechini e del rappresentante dell’associazione culturale L’Agorà, Aldo Rompineve ha preso la parola la relatrice della serata, Nancy Velardita, che ha dialogato con l’autore, toccando i numerosi e attuali temi rappresentati nel romanzo da Sessa. L’incontro è stato vivacizzato da varie letture tratte dal libro da parte degli allievi preparati dall’attrice e regista Luana Toscano, docente della Scuola di Teatro e cinema “Chi è di scena” e dello stesso direttore artistico Alfio Zappalà.
Nato a Bilbilis, nella profonda provincia romana della Hispania, Marco Valerio Marziale è stato un grande poeta e un uomo del suo tempo, cantore satirico e a tratti drammatico di una Roma bellissima e crudele al tempo stesso. In questa biografia romanzata, assolutamente aderente alla verità storica, ne vengono ripercorse le vicissitudini personali, la maturazione artistica lungo tutta la sua esistenza, dall’infanzia e giovinezza a Bilbilis fino all’esperienza degli anni nell’Urbe, per poi raccontare il ritorno nella città natale e gli ultimi anni di vita. Marziale ci mostra i vizi e le virtù del suo tempo, gli incontri e gli scontri con i grandi uomini, senatori, imperatori, potenti liberti, ognuno con i suoi tratti caratteristici. Ci accompagna in un mondo che non c’è più, tra “salotti” letterari e giochi al circo, tra cene sontuose e la perpetua ricerca di un “posto al sole”. Marziale racconta, in prima persona, un sogno che è stato Roma, la più grande potenza di tutti i tempi, descrivendone i vertici e i bassifondi, con una incredibile maestria e vigore.
Perché la scelta da parte dell’autore di scrivere in prima persona entrando nei panni di Marziale?
Ho decido di scrivere un’autobiografia, dopo anni di studio e di ricerche in mancanza di una biografia su Marziale. Non avrei potuto fare diversamente, perché sarebbe stato solo un banale saggio, che non mi interessava fare. Ho invece utilizzato la tecnica di assemblaggio che si usa nell’archeologia, ricostruendo pagine di straordinaria vita e storia mettendo insieme i cocci e studiando per cinque anni i dodici libri di epigrammi, per un totale di 1561 componimenti, pubblicati tutti dal poeta stesso, che ci sono pervenuti. Ne è venuta fuori tutta la modernità e attualità di Marziale, che dal primo secolo si rivolge alle nuove generazioni di oggi con grande potenza, spronandoli a lottare contro i soprusi e i tiranni e soprattutto chiamando le cose con il loro nome senza infingimenti ed edulcoramenti”.
Dappertutto, nella sua opera, Marziale è presente in prima persona ed è sempre possibile scorgere la sua personalità. Ciò che risalta spesso è la sua insofferenza verso la vita da cliente, che vive come una vera e propria mortificazione, che contrasta fortemente con le aspirazioni e i sogni della sua vita.
Ciò che prevale, comunque, è l’aspetto comico-satirico, reso dalla stoccata finale. Gli epigrammi sono brevissimi (come voleva la tradizione): l’elemento comico è concentrato nella seconda parte del componimento. Si tratta di una struttura bipartita. Tale tecnica è lo strumento privilegiato della sua poesia: il senso stesso e lo spirito di moltissimi componimenti sono da ricercare nel finale dell’epigramma, che a volte riassume i termini di una situazione in una formulazione estremamente incisiva e pregnante, altre volte li porta ad una comica iperbole, altre volte li costringe a un esito assurdo o a un paradosso, altre volte li pone all’improvviso sotto una luce diversa e rivelatrice. Marziale dimostra di riuscire sempre a cogliere la comicità che si annida nelle situazioni reali, specie nei vizi e nei difetti umani. È così che si delineano nei suoi versi molti tipi umani: dal pervertito al finto ricco, dalla lussuriosa all’ubriacona e così via. I componimenti di Marziale rivelano l’influenza della filosofia epicurea della sua epoca, con la ricerca di una vita semplice e il disimpegno politico, con la metafora esemplare della lode alla tranquillità e al calore del focolare, mentre fuori dalle mura domestiche infuria la tempesta.
Dal punto di vista stilistico Marziale contrappone la mobilità dell’epigramma sia al genere epico, sia alla tragedia greca, che con i loro temi illustri e “pesanti” si tenevano lontani dalla realtà quotidiana. Costante è infatti nei suoi versi la polemica letteraria, spesso usata per difendersi da chi considerava il genere epigrammatico di scarso valore artistico, ma anche da coloro che gli rimproveravano di essere aggressivo o osceno.
La lingua da lui usata risulta colloquiale e quotidiana. Il suo costante realismo gli permette però di sviluppare un linguaggio ricco facendo passare nella letteratura molti termini e locuzioni che non avevano mai trovato posto prima. Riesce, infine, a dimostrare grande duttilità nell’alternare frasi eleganti e ricercate a frasi sconce e spesso vernacolari. La novità di Marziale consiste nell’eliminazione della mitologia, considerata falsa e inverosimile. Il fine poetico sta nel rifarsi totalmente alla realtà.
Mario Pafumi

 

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Mario Pafumi

Mario Pafumi

mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.