10 Novembre 2025

All’Accademia Zelantea il nuovo libro di don Vittorio Rocca

All’Accademia Zelantea il nuovo libro di don Vittorio Rocca

Al di qua del bene e del male: dove la coscienza resta più umana delle macchine

 

Alla vigilia della presentazione all’Accademia Zelantea di Acireale, il nuovo saggio di don Vittorio Rocca intreccia teologia morale, cultura contemporanea e rivoluzione digitale per mostrare che le vere domande sull’esistenza abitano solo la coscienza dell’uomo, non gli algoritmi.



È dedicato interamente alla coscienza, in tutte le sue declinazioni, il nuovo libro di don Vittorio Rocca, sacerdote e teologo, referente del Cammino sinodale diocesano, pubblicato dalla casa editrice Il Pozzo di Giacobbe (2025).

Si intitola Al di qua del bene e del male e sarà presentato lunedì 10 novembre, alle 18.00, all’Accademia Zelantea di Acireale, in via Marchese di San Giuliano 17. Alla presenza dell’autore, dopo l’introduzione del presidente Michelangelo Patanè, i relatori saranno don Roberto Massaro, docente di Teologia Morale alla Facoltà Teologica di Bari e mons. Giuseppe Sciacca, già segretario della Segnatura Apostolica e noto saggista.

Di coscienza morale don Rocca, docente di teologia morale presso lo Studio Teologico San Paolo di Catania e referente per la formazione permanente del clero, aveva già scritto diffusamente, e in modo assai documentato, in un precedente libro Dove sono gli uomini responsabili? Coscienza e discernimento morale (Carthago, 2019), soffermandosi sulla questione educativa – assai trascurata oggi perché si tende a dispensare solo istruzione – e proponendosi di dare, sulla base degli insegnamenti di Gesù Cristo, un contributo alla formazione della coscienza e al discernimento morale delle persone.

Il nuovo volume – che ha una interessante prefazione di don Massimo Naro, membro della Pontificia Accademia Teologica di Sicilia – con un taglio ancora più divulgativo, con i nuovi registri linguistici di una “Chiesa in uscita”, per usare le parole di Papa Francesco, affronta questa volta a tutto tondo il tema della coscienza, nelle sue diverse declinazioni: psicologica, sociale, morale; forte e debole; credente. Ne descrive bene il suo significato semantico, partendo dall’etimologia latina “cum scire”, ovvero sapere assieme a qualcun altro. La contestualizza – soprattutto nel capitolo III del libro – rispetto alle grandi sfide del nostro tempo: innanzitutto, gli sviluppi delle scienze biologiche e delle neuroscienze e la inarrestabile progressione delle intelligenze artificiali.

Il tutto all’interno di una cornice di modernità liquida, per dirla con Zygmunt Bauman, o addirittura di post-modernità gassosa (per evocare Byung-Chul Han), che fanno ancora fatica ad accogliere una dimensione generativa nelle relazioni fra umane, come lucidamente sottolineano Chiara Giaccardi e Mauro Magatti nel loro ultimo libro “Macchine Celibi”.

Poiché la morale, come del resto la vita, è un cammino, non una destinazione, il libro di don Vittorio Rocca, che si conclude con un’interessante e profonda riflessione sul rapporto fra Maria, la madre di Gesù, e la coscienza morale, si apre con una serie di grandi interrogativi, apparentemente banali, ma significativamente profondi, perché tali domande distinguono gli uomini dagli alberi, dalle piante, dagli animali, dalle auto (che presto potrebbero essere a guida autonoma), dagli smartphone (una vera e propria estensione del comportamento umano) e adesso anche dalle intelligenze artificiali di tipo predittivo, generativo e agentico.

Sono le domande che si radicano profondamente nella coscienza umana, quella consapevolezza interiore che non sappiamo bene se risieda nel cuore, nel cervello o nella pancia, volendo evocare i tre centri dominanti della personalità. Chi sono io? O per chi sono io? Per chi esisto? Cosa rende davvero felice la mia esistenza? Perché mi sono comportato in questo e non in quell’altro modo? Perché ho aiutato proprio quella persona e non un’altra? Perchè quando penso a quella cosa lì, mi emoziono?

Sono interrogativi che risuonano o si illuminano nella coscienza umana, “l’unica roccaforte inespugnabile dove siamo sicuri di non essere mai traditi. L’unico amico fedele a cui ci possiamo presentare senza maschere né ipocrisia”, scrive argutamente don Vittorio Rocca.

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Rosario Faraci

Rosario Faraci