09 Novembre 2025
Parco Fenoglietti, nato come punto d’aggregazione: oggi abbandonato

Il quartiere lamenta la poca cura del verde. La realtà quotidiana parla di un immenso cassonetto a cielo aperto dove poterci abbandonare di tutto
Un quadro della stuazione drammatico e confermato anche da comitati e associazioni di cittadini: «Abbiamo fatto tante segnalazioni ma il sito continua a non essere attenzionato dall’amministrazione comunale – spiega Orazio Vinci – la zona è completamente in mano ai vandali che hanno distrutto l’arredo urbano».
A farne le spese sono soprattutto i servizi igienici, gravemente danneggiati per ben quattro volte. Oggi i bagni restano chiusi e sbarrati con tanto di lucchetti e grate a porte e finestre. Un segnale evidente di come qui manchino i controlli delle forze dell’ordine.
La videosorveglianza c’è, almeno all’apparenza, ma si teme che telecamere ed obiettivi siano solo di facciata perchè, tra arredo urbano e giochi per bambini, non resta in piedi quasi niente. Le famiglie sono sparite e quei pochi bambini rimasti ad utilizzare altalene e cavallucci sono sorvegliati a vista dai genitori. La sera, con i lampioni abbattuti, non si vede quasi nulla e così scatta una specie di coprifuoco su tutta la zona.
Foto: Davide Anastasi
Gli abitanti dai palazzi circostanti non vogliono nemmeno affacciarsi dai balconi per non essere costretti ad ammirare uno spettacolo penoso:
«Bisogna garantire controlli ed una pubblica illuminazione efficace – ammette l’ex consigliere comunale Salvo Spadaro – questi sono i primi interventi necessari per restituire il “Fenoglietti” ai legittimi proprietari ovvero gli abitanti di San Leone. La gente si tiene alla larga dal parco a causa dei vandali – prosegue – finchè non ci sarà una cura costante dell’area verde questa è la situazione che dovremo affrontare ogni giorno».
Mancanza di cassonetti, lampioni presi a sassate, canestri del playground rubati, bagni inservibili: l’elenco dei lavori di recupero preparato dal consiglio municipale è molto lungo. Fogli su fogli per un dossier da presentare al più preso a Palazzo degli Elefanti.
All’interno del faldone c’è pure il recupero della piccola bambinopoli priva di un sistema per il deflusso delle acque piovane che, durante le piogge torrenziali, si trasforma in una palude inaccessibile per i bambini.












