08 Novembre 2025
Catania, TAR impone al Comune adozione del PEBA entro sei mesi

Nominato un commissario ad acta per garantire l’accessibilità urbana: il caso dello stadio “Massimino” riaccende il dibattito sui diritti delle persone con disabilità
Il Tribunale Amminstarivo Regionale per la Sicilia, con un’ordinanza del 31 ottobre 2025, ha nominato un commissario ad acta incaricato di far approvare entro 180 giorni il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA).
Il provvedimento, nato dal ricorso di Filippo Tagnese e dell’Associazione Luca Coscioni, impone al Comune di colmare un ritardo ventennale su un obbligo di legge rimasto inattuato.
«Già vent’anni fa avevamo portato all’attenzione pubblica il primo PEBA – ricorda Salvatore Mirabella, segretario con delega alla disabilità delle ACLI di Catania – ma quel piano è rimasto in un cassetto. È stato usato solo parzialmente, per alcune scuole, senza un vero monitoraggio della città. Non si può parlare di rigenerazione urbana o di sostenibilità senza eliminare le barriere architettoniche».
Mirabella denuncia un’indifferenza cronica da parte delle istituzioni:
«Anche i fondi del PNRR, che potevano essere impiegati per l’accessibilità, non sono stati utilizzati. È una questione di civiltà, non di burocrazia».
Il tema riguarda anche lo stadio “Angelo Massimino”, di proprietà comunale e gestito dal Catania FC.
Gli spazi un tempo riservati ai tifosi con disabilità in Tribuna A sono oggi occupati dagli Skybox per gli sponsor, mentre gli ascensori restano fuori uso. In tribuna B, molti disabili spostati, manca una copertura adeguata.
«Abbiamo chiesto più volte un incontro alla società – spiega Mirabella – ma non c’è stato alcun riscontro. È inaccettabile che i tifosi disabili debbano assistere alle partite sotto il sole o la pioggia, senza sicurezza né dignità».
Anche la UGL di Catania, tramite l’Ufficio Politiche della Disabilità, ha sollecitato l’intervento del sindaco Enrico Trantino e dell’assessore Sergio Parisi:
«Non si può parlare di inclusione se molti cittadini sono esclusi dalla vita sportiva e sociale», evidenzia il segretario provinciale Giovanni Musumeci. Ora il commissario nominato dal TAR dovrà vigilare sull’attuazione del piano.
«È un passo decisivo – conclude Mirabella – perché sancisce che l’accessibilità è un diritto, non una gentile concessione. Il PEBA deve diventare realtà per restituire a tutti i cittadini pari dignità e partecipazione», conclude Mirabella – perché sancisce che il diritto all’accessibilità non può più essere ignorato. Il PEBA deve diventare finalmente realtà, anche per restituire ai cittadini disabili la possibilità di vivere la città, e lo stadio, con pari dignità».






