06 Novembre 2025
Viagrande, approvato nuovo piano comunale Protezione Civile

Viagrande. Approvato il nuovo Piano comunale di Protezione Civile, “garantirà prontezza d’intervento in caso di emergenza”
In primo luogo, uno strumento fondamentale per fronteggiare nel miglior modo possibile le eventuali emergenze, con un’attenzione particolare alla popolazione fragile. Il Comune di Viagrande si è dotato di un nuovo Piano comunale di Protezione Civile, redatto seguendo le più recenti normative e le linee guida del Dipartimento regionale di Protezione Civile. Nel piano sono stati individuati i principali rischi specifici che interessano il territorio viagrandese – meteo idrogeologico e idraulico, sismico, vulcanico e ricaduta cenere, incendi – ma anche quelli minori, come il deficit idrico o il distacco dell’energia elettrica e l’interruzione delletelecomunicazioni. Per ognuno di questi sono state previste procedure operative di intervento e supporto alla popolazione.
Inoltre, l’incarico per l’aggiornamento del precedente piano, risalente al 2012 e non più adeguato alle mutate esigenze del territorio, è stato affidato dall’Amministrazione comunale all’ingegnere Carmelo Danilo Spampinato. È stato lo stesso professionista ad illustrarlo al Consiglio comunale, rispondendo anche ad alcune domande, prima dell’approvazione unanime da parte dell’Aula.
I rischi del territorio viagrandese
“Uno dei principali rischi individuati – ha spiegato l’ing. Spampinato – è quello meteo. La conformazione fisica del territorio fa sì che le acque di ruscellamento provenienti da Trecastagni e Zafferana fluiscano su Viagrande. A tal proposito, sono stati individuati 17 nodi a rischio idraulico, molti di questi già normati nel Pai della Regione Siciliana. In caso di rischio sismico, invece, sono stati individuati gli edifici strategici, le aree di ricovero, le vie di collegamento con i paesi limitrofi e le vie di connessione tra edifici strategici e le aree di attesa. Un altro rischio è relativo alla ricaduta di cenere vulcanica, che può creare problematiche di viabilità e di salute per i cittadini se inalata. Anche in questo caso, sono state indicate le strade che prioritariamente dovranno essere liberate”.
Il professionista ha sottolineato l’importanza delle esercitazioni per testare l’efficacia del piano e delle attività di informazione che dovranno essere intraprese.
“Un piano è effettivamente fruibile – ha rimarcato – solo se è conosciuto. E non solo dalla popolazione ma, soprattutto, dagli addetti ai lavori che devono applicarlo”.
Il suo intervento in Aula è stato preceduto da quello dell’assessore con delega alla Protezione civile, Santo Sciuto, che aveva posto la redazione del nuovo piano tra le sue priorità:
“Questo strumento riassume le procedure operative per gestire le emergenze nel nostro Comune, basandosi sulla previsione e sulla prevenzione dei rischi. Nel momento in cui si verifica un’emergenza e devono partire i soccorsi, la prima cosa a cui fare riferimento è proprio il Piano di Protezione civile perché individua ruoli, procedure da seguire e consente di mettere in campo tutte quelle azioni necessarie per assistere al meglio la popolazione”.
Previste nuove Aree di Emergenza
L’assessore Sciuto ha fatto un excursus sull’iter che ha portato all’approvazione del piano:
“La fase iniziale è stata quella di studio delle nuove normative. Successivamente si è passati all’analisi del nostro territorio con il reperimento di tutta la cartografia. Un lavoro difficile perché tanto materiale non era in formato digitale. Sono stati raccolti i dati relativi alla popolazione, in particolare di quella scolastica, degli anziani e dei diversamente abili, a cui va prestata la massima attenzione in fase emergenziale. Poi sono stati individuati i vari rischi specifici e le necessità del territorio. Abbiamo verificato, ad esempio, che le aree di accoglienza previste nel vecchio piano erano insufficienti, essendo il nostro paese cresciuto di circa 2.000 abitanti in questi anni”.
Successivamente, nel nuovo piano sono state implementate le Aree di Emergenza (attesa, ricovero ed ammassamento soccorritori e mezzi) oltre all’individuazione dell’area per lo stoccaggio delle ceneri vulcaniche e di aree idonee all’atterraggio degli elicotteri.
“Determinante – ha concluso l’assessore Sciuto – è stato il confronto con il Dipartimento regionale di Protezione civile, che ci ha permesso di verificare i vari step. Il mio ringraziamento va l’ingegnere Spampinato per il prezioso lavoro, agli uffici comunali che ci hanno aiutato nella raccolta dei dati, al nuovo responsabile dell’ufficio di Protezione civile, José Pappalardo, all’ufficio tecnico e, in special modo, l’ing. Andrea La Bruna, e non per ultimo al presidente dell’associazione volontari di protezione civile “Aquile Monte Serra”, Gaetano Vallacqua, che ha messo a disposizione la sua lunga esperienza”.
Il sindaco Faro: “Piano concreto che tiene conto delle esigenze del territorio”
Per concludere, ringraziamenti condivisi anche dal sindaco Salvo Faro, che ha commentato:
“Da quando abbiamo nominato il nuovo responsabile della Protezione civile, in pochi mesi siamo riusciti a dotarci di questo importante strumento di pianificazione e prevenzione, frutto di un lavoro sinergico tra gli uffici comunali, il progettista e l’Amministrazione. Il nuovo Piano rappresenta un presidio di sicurezza per l’intera comunità: speriamo di non doverlo mai utilizzare, ma avere un documento aggiornato, dettagliato e operativo significa essere pronti ad affrontare con competenza ogni eventuale emergenza. Abbiamo voluto che fosse un Piano concreto, che tenga conto anche delle nuove criticità legate al territorio.
Proprio per questo – ha aggiunto il primo cittadino – ho chiesto personalmente di inserire nel documento anche il rischio di carenza idrica, accogliendo integralmente una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale. È un segnale di attenzione verso una problematica sempre più attuale, che richiede consapevolezza e strumenti di gestione efficaci”.




