24 Ottobre 2025

Messina, benzinai con turni massacranti e paghe falsate

Messina, benzinai con turni massacranti e paghe falsate

Caporalato a Messina: due imprenditori arrestati e 352mila euro sequestrati. Nove lavoratori sfruttati con turni irregolari e paghe falsate

I militari della Guardia di Finanza di Messina hanno eseguito questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di due imprenditori di Barcellona Pozzo di Gotto, accusati di sfruttamento del lavoro.
Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Barcellona su richiesta della Procura della Repubblica, guidata dal dottor Giuseppe Verzera, è stato accompagnato dal sequestro di oltre 352 mila euro presenti sui conti correnti della società.

Le indagini, condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Barcellona Pozzo di Gotto, hanno permesso di documentare gravi e sistematiche violazioni della normativa sul lavoro ai danni di nove dipendenti impiegati nella gestione di distributori di carburante.



L’operazione è partita dalla denuncia di un operaio, vittima di vessazioni e licenziamento ingiusto, che ha trovato il coraggio di rivolgersi alle Fiamme Gialle per raccontare le condizioni di sfruttamento suo e dei colleghi.

Dagli accertamenti è emersa una gestione del personale basata su orari di lavoro falsificati e retribuzioni inferiori al dovuto. Gli imprenditori imponevano turni di 8 ore giornaliere, ma in busta paga ne indicavano solo 6 ore e 40 minuti.
Non venivano corrisposte, o venivano pagate solo in parte, le maggiorazioni per lavoro straordinario e notturno, le indennità festive e le mensilità aggiuntive. In alcuni casi i titolari pretendevano la restituzione in contanti delle somme formalmente erogate.

I lavoratori, spesso in condizioni economiche difficili, accettavano le regole imposte pur di non perdere l’unica fonte di reddito. Chi si opponeva veniva minacciato di licenziamento o invitato a rassegnare le dimissioni.

L’attività investigativa ha consentito di configurare l’ipotesi di caporalato, un reato che, sebbene storicamente associato al settore agricolo, trova oggi riscontro anche in contesti urbani e commerciali.

L’operazione conferma la stretta collaborazione tra Guardia di Finanza e Procura di Barcellona Pozzo di Gotto nel contrasto ai fenomeni di sfruttamento lavorativo e alle forme più gravi di illegalità economica.

Come previsto dalla legge e ai fini del diritto di cronaca, si precisa che il provvedimento cautelare potrà essere impugnato o modificato e che gli indagati sono da considerarsi non colpevoli fino a sentenza definitiva.

IL CODACONS: SFRUTTARE I LAVORATORI È UNA VERGOGNA SOCIALE 
 
L’ASSOCIAZIONE ANNUNCIA CHE SI  COSTITUISCE PARTE OFFESA 
Il Codacons Sicilia esprime la massima indignazione per quanto sarebbe emerso dall’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Messina, che avrebbe portato agli arresti domiciliari due imprenditori ritenuti responsabili di presunto sfruttamento del lavoro all’interno di alcuni impianti di distribuzione carburanti.
L’Associazione si costituisce parte offesa nel procedimento penale, al fine di garantire la tutela delle vittime e contribuire all’accertamento della verità giudiziaria. A tal proposito, il Codacons ha conferito incarico all’Avv. Valentina Calcinella, dell’Ufficio Legale Regionale, di seguire l’intero iter giudiziario e rappresentare l’Associazione nelle sedi competenti.
Per segnalazioni di abusi o situazioni analoghe nel mondo del lavoro, i cittadini possono contattare il Codacons Sicilia all’indirizzo sportellocodacons@gmail.com o tramite WhatsApp al numero 3715201706.
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redazione

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