23 Ottobre 2025

Ecosistema Urbano 2025: Catania ancora in fondo alla classifica

Ecosistema Urbano 2025: Catania ancora in fondo alla classifica

 Ecosistema Urbano 2025: Catania ancora in fondo alla classifica. Legambiente Catania: “Serve una rivoluzione nella mobilità, meno auto e più trasporto pubblico e bici, ma anche gestione sostenibile di rifiuti e risorse idriche”

Catania si posiziona al 100° posto nel Rapporto Ecosistema Urbano 2025 di Legambiente, con un punteggio di 34,51 su 100, segno evidente che la città etnea resta indietro su sostenibilità e qualità della vita urbana.
Tra i nodi centrali spicca quello della mobilità, dove Catania mostra ancora un modello di spostamento fortemente auto-centrico: 80 auto ogni 100 abitanti, contro una media nazionale già alta di 68. Allo stesso tempo, i cittadini effettuano in media solo 39 viaggi l’anno con il trasporto pubblico locale, uno dei dati più bassi d’Italia, e la dotazione ciclabile è insufficiente.

«Questa fotografia conferma quello che denunciamo da anni: Catania vive in una condizione di dipendenza cronica dall’auto privata, che soffoca la città di traffico, smog e disuguaglianze ambientali», afferma la presidente del Circolo Legambiente Catania, avvocato Viola Sorbello.

«Abbiamo avuto ragione a denunciare che la rete ciclabile, pur progettata e finanziata, ancora oggi non è stata realizzata. È inaccettabile vedere che invece di andare avanti si rischi di fare passi indietro: eliminazione delle piste ciclabili come quella di Viale Africa, revoca della ZTL in Piazza Federico di Svevia, sono scelte che minano qualsiasi sforzo per una mobilità sostenibile. Ci si riempie la bocca di sostenibilità, ma quando si tratta di realizzare opere concrete, l’amministrazione si ritira e spesso i cittadini si oppongono, bloccando il cambiamento. Serve coraggio e coerenza, non slogan.»

«Non è più tempo di mezze misure: occorrono politiche coraggiose non solo con incentivi all’uso del trasporto pubblico e della bicicletta, ma anche con misure di disincentivo all’auto privata, come la riduzione dei parcheggi in centro e  l’aumento delle ZTL».
Secondo Legambiente, la città deve imboccare con decisione la strada delle Low Emission Zone, della rete ciclabile connessa e sicura e del potenziamento del trasporto pubblico, in continuità con gli investimenti sui nuovi tratti di metropolitana.
«Senza un sistema di regole che limiti l’abuso dell’auto e un servizio pubblico efficiente e competitivo, continueremo a respirare aria inquinata e a vivere strade congestionate», aggiunge il circolo.

I dati di riferimento su Catania

Dal Rapporto 2025 emergono alcuni numeri chiave che raccontano la difficoltà della città:
80 auto ogni 100 abitanti: tra i valori più alti d’Italia.
39 viaggi procapite all’anno sul TPL: tra i peggiori risultati tra le grandi città.
Ciclabilità quasi assente: Catania rientra nelle grandi città con la minore estensione di piste dedicate.
Inquinamento atmosferico: concentrazioni di NO₂ pari a 32 µg/m³ e PM10 a 31 µg/m³, livelli al limite della norma e superiori agli standard OMS.
«La mobilità sostenibile non è solo una questione ecologica, ma anche di giustizia sociale e vivibilità – sottolinea Legambiente Catania –. Serve una visione chiara che ridisegni lo spazio urbano, lo restituisca a chi si muove a piedi, in bici o con mezzi pubblici, e che incentivi comportamenti virtuosi abbandonando la logica del “posso circolare ovunque con l’auto”».
Altre emergenze: rifiuti e acqua
La gestione dei rifiuti urbani resta un altro punto dolente: la raccolta differenziata si attesta appena al 34,7% nel 2024, pur in crescita rispetto agli anni precedenti, ma ancora molto al di sotto della media nazionale del 66% e della soglia prevista per legge. Catania, con una produzione elevata di rifiuti indifferenziati, contribuisce fortemente alle difficoltà impiantistiche regionali, con ingenti flussi di rifiuti ancora destinati all’estero anziché essere valorizzati localmente.​​
Sul fronte idrico, Catania è tra le città che registrano consumi domestici relativamente contenuti rispetto ad altri capoluoghi, ma presenta forti perdite di rete: il sistema idrico locale, con gravi dispersioni, rappresenta un urgente nodo infrastrutturale e ambientale, che penalizza la sicurezza delle forniture e l’efficienza delle risorse.

redazione

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