22 Ottobre 2025

Cosedil condannata per condotta antisindacale

Cosedil condannata per condotta antisindacale

Vittoria per Fillea CGIL e Feneal UIL contro Cosedil: “Un segnale forte per tutto il comparto delle costruzioni”

CATANIA – Il Tribunale del lavoro di Catania ha dichiarato antisindacale la condotta della Cosedil S.p.A., storica impresa siciliana fondata dalla famiglia Vecchio, accogliendo il ricorso presentato dalle federazioni provinciali di Fillea CGIL e Feneal UIL. La decisione, firmata dalla giudice Chiara Cunsolo e depositata ieri, rappresenta un precedente di rilievo per il mondo del lavoro edile in Sicilia.

La vertenza riguardava un accordo aziendale siglato lo scorso 24 febbraio 2025 tra la società e la RSU Filca CISLdella sede di Santa Venerina, che la Cosedil aveva esteso a tutti i dipendenti dislocati in varie regioni – da Roma a Bologna, fino a Enna e Siracusa – senza il coinvolgimento delle altre rappresentanze sindacali.



Secondo il Tribunale, quell’intesa, seppur valida per i soli lavoratori della sede etnea, non poteva essere applicata all’intera azienda. L’estensione automatica ha infatti prodotto, si legge nel dispositivo, una “compressione delle prerogative sindacali” e una violazione del principio di libertà sindacale, poiché la RSU firmataria rappresentava un’unica unità produttiva e non l’intera compagine dei lavoratori.

La giudice ha quindi limitato l’efficacia dell’accordo alla sede di Santa Venerina e disposto la pubblicazione della sentenza nelle bacheche aziendali.

In conferenza stampa, i segretari regionali Giovanni Pistorio (Fillea CGIL) e Antonio Potenza (Feneal UIL), insieme ai dirigenti provinciali di Catania, Enna e Siracusa, hanno espresso “grande soddisfazione” per una pronuncia che «riafferma il valore del contratto collettivo nazionale dell’edilizia e della rappresentanza democratica nei luoghi di lavoro».

Secondo i sindacati, assistiti dagli avvocati Ivana Arrigo, Manuela Raciti, Antonino Licciardello e Domenico Senese, l’accordo contestato introduceva deroghe peggiorative rispetto al CCNL, toccando orari, straordinari e contratti a termine in violazione del Codice degli appalti e del protocollo Anas, che tutela la non derogabilità in peggio delle norme contrattuali.

«Questa sentenza – dichiarano Fillea e Feneal – è un monito per tutto il settore: i diritti dei lavoratori non possono essere compressi da intese parziali o da accordi privi di legittimazione. È un passo avanti nella difesa della rappresentanza sindacale e della trasparenza nei cantieri».

Il pronunciamento assume particolare rilievo in una fase di forte espansione del comparto edilizio siciliano, segnato da grandi opere pubbliche e commissariamenti. I sindacati lanciano un appello alla politica: «Si vigili davvero sui cantieri e sulle condizioni dei lavoratori. Oggi – affermano – troppo spesso si preferisce tagliare nastri invece di garantire la dignità di chi costruisce le infrastrutture del futuro».

E con una punta di ironia, i rappresentanti di Fillea e Feneal concludono: «La Cosedil ha tentato di spostare l’attenzione, ma il Tribunale è stato chiaro: la condotta è antisindacale. È ciò che i lavoratori attendevano da tempo di sentirsi dire».

redazione

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