20 Ottobre 2025
Rottamazione cartelle: il governo restringe il campo agli avvisi

La nuova sanatoria fiscale si limiterebbe ai contribuenti che hanno dichiarato ma non versato. Esclusi i debitori cronici e le cartelle esattoriali. Pagamenti fino a 108 rate senza maxi-rata iniziale
La nuova rottamazione delle cartelle (tanto attesa) stava per trovare forma. Il piano prevedeva un’estensione dei pagamenti fino a nove anni, cioè 108 rate mensili, ma con criteri stringenti per evitare una sanatoria “di massa”. L’obiettivo era – e rimane – comunque quello di limitare l’accesso ai contribuenti meritevoli, escludendo i debitori cronici o meno in difficoltà.
Ma le aspettative dei contribuenti sono rimaste solo tali, non trovando fondamento nella nuova ipotesi di rottamazione, a causa del campo di applicazione dell’agevolazione che tende sempre più a restringersi. È notizia di oggi che il Governo starebbe valutando di applicare la nuova “rottamazione” esclusivamente ai casi di avvisi bonari, cioè situazioni in cui il contribuente ha dichiarato quanto dovuto al Fisco o all’INPS, ma non ha poi effettuato il pagamento, oppure ha commesso errori nei versamenti. L’obiettivo, sarebbe quello di ridurre l’impatto sulle finanze pubbliche, escludendo chi non ha dichiarato in tutto o in parte i propri redditi.
Gli avvisi bonari si riferiscono principalmente a due casi. Il primo, quello legato ai controlli formali, dove il contribuente deve fornire prove a sostegno di spese detraibili o deducibili; se non lo fa, l’agevolazione viene revocata e il Fisco recupera la somma con sanzioni e interessi. Il secondo, relativamente alla liquidazioni di imposte già dichiarate ma non versate, identificate dall’incrocio dei dati con i pagamenti effettuati tramite modello F24. A rimanere escluse dalla rottamazione, anche le multe e i tributi locali, evitando problemi nei comuni su eventuali adesioni alla sanatoria.
Le risorse stanziate per l’operazione non dovrebbero superare tre miliardi nell’arco di tre anni. Per rendere più accessibile la misura, è allo studio del Governo eliminare la maxi rata iniziale. Inoltre, per evitare l’immediata decadenza, il mancato pagamento di una sola rata non sarà sufficiente: la revoca scatterebbe solo dopo due rate non pagate.
Per chi ne ha diritto, il pagamento potrà essere diluito fino a nove anni (108 rate) per debiti elevati, mentre per la maggior parte dei contribuenti – con cartelle inferiori a 5.000 euro – il piano sarà più breve e proporzionato all’importo, con una rata minima ipotizzata di 50 euro. Infine, per contrastare adesioni strumentali che ridurrebbero gli incassi attesi – come accaduto nelle precedenti rottamazioni – si prevede un sistema di controlli mirati per verificare il rispetto degli impegni presi.
L’auspicio, sarebbe comunque quello che il Governo includesse nella già tanto attesa rottamazione anche le cartelle esattoriali poiché trovano origine da avvisi bonari e versamenti mancanti, evitando in tal modo disparità di trattamento tra contribuenti che hanno a suo tempo ricevuto un avviso di pagamento non pagato, finito all’agente della riscossione (ADER) e quindi escluso dal beneficio, e contribuenti che ricevono adesso l’avviso di pagamento ammessi alla rottamazione.
| Beneficiari | Solo chi ha dichiarato ma non ha pagato (avvisi bonari: errori o mancati versamenti) | Tutti i contribuenti con cartelle esattoriali, anche dopo accertamento |
| Esclusioni | Accertamenti per redditi non dichiarati, multe e tributi locali comunali | In alcuni casi incluse anche sanzioni comunali e tributi locali |
| Durata rateizzazione | Fino a 9 anni (108 rate) per debiti più elevati | In genere fino a 5 anni (60 rate) |
| Prima rata | Possibile eliminazione della maxi rata iniziale (10%) | Obbligo di versare subito il 10% dell’importo dovuto |
| Decadenza dal beneficio | Dopo due rate non pagate | Dopo una sola rata non pagata |
di Luigi Longo, commercialista Odcec Catania consigliere Unico Catania




