17 Ottobre 2025

San Cristoforo punta sul Piano Caivano

San Cristoforo punta sul Piano Caivano

Lo storico quartiere immagina un futuro diverso grazie al cantiere che potrà renderlo più accogliente e sicuro

Un progetto, un piano di riqualificazione e un’enorme speranza per il quartiere di San Cristoforo e non solo. La nuova via Plaja dal prossimo gennaio potrebbe diventare realtà e questo rappresenta l’ago della bilancia per le speranze di una parte di Catania che resta ancora in bilico tra speranza e degrado.

via Plaja

via Plaja

Foto: Davide Anastasi



Il Tondicello della Plaja e gli Angeli Custodi sognano ad occhi aperti con il bando di gara che si aprirà tra poco meno di un mese. Iter burocratici che dovranno fare il loro percorso – certo – ma almeno lo “start” è stato dato.

Via Plaja da troppo tempo ha vissuto un totale oblio con carenza di manutenzione ordinaria e straordinaria – afferma il consigliere del I Municipio Giuseppe Buglio ripristinata la pubblica illuminazione va resa più sicura la zona perché rappresenta un importante collegamento tra il mare e il centro cittadino. Da qui passano tanti turisti e si ritrovano davanti montagne di rifiuti, spazzatura presente anche in via Cantone o in via Del Principe. Tante risposte sono state date, tra cui proprio il Piano Caivano, per dare un segnale ben preciso ai cittadini”.

Tondicello della Plaja

Foto: Davide Anastasi

L’emergenza marciapiedi a Catania non è di certo una novità. Tante volte a San Cristoforo – come a Nesima, Librino, Monte Po e in ogni altro quartiere della città – si è discusso sul problema delle pessime condizioni dei passaggi pedonali in cui devono muoversi tutti i giorni i pendolari. In via Plaia però la colpa delle buche (o voragini se preferite) sui marciapiedi non è da attribuirsi agli scavi per i lavori del metano oppure alla carenza di materiali per la manutenzione ma piuttosto ad un vero e proprio saccheggio: una piaga con decine di preziosi basolati lavici dell’Etna asportati per arredare qualche casa di campagna o per creare delle ancore di fortuna da parte dei pescatori. Il risultato di questo continuo furto è stato il formarsi di pericolose voragini, la più grande nei pressi di una fermata Amt, che mette ancora oggi in costante pericolo l’incolumità della gente.

Via Plaja San Cristoforo

Foto: Davide Anastasi

Tante strade e marciapiedi, soprattutto nel cuore storico della città, sono pavimentate dalle basole laviche. Preziosi (e costosi) materiali, tipici dell’Etna, che richiedono l’opera di “posatori” (operai specializzati, unici autorizzati a questo genere di intervento)

Finalmente – sottolinea Francesco Bassini, presidente del I Municipio – si potrà parlare di rigenerazione di una zona situata a pochi passi dal centro. Con il Piano Caivano verrà rivalutata di via Plaia; un progetto bellissimo dove poi bisognerà garantire la protezione dell’area da atti vandalici”. Dopo continue proteste e segnalazioni – cadute nel vuoto – dodici anni fa fu la volta perfino delle provocazioni con margherite, petunie e gelsomini “piantati”, da alcuni residenti,   dentro le “buche” di via Plaja per dire basta alla razzia dei marciapiedi. Nessun tentativo di abbellire la strada, a pochi passi dal “Tondicello”, ma “solo” la necessità di segnalare il problema mettendoci anche una nota di colore”.

Parliamo di guadagni da poche centinaia di euro per alcuni delinquenti e di danni incalcolabili per l’intero territorio di San Cristoforo – commenta il commerciante Salvatore Riunito – per anni tante a persone, soprattutto anziane, abbiamo dovuto prestare soccorso in seguito a rovinose cadute”.

Lungo la via Plaia e stradine limitrofe – tra cui via Cutone – aumentano le montagne di spazzatura

Materiali pericolosi che si mischiano a rifiuti stallatici, provenienti da stalle e allevamenti vicini, che vengono accatastati ai bordi di queste vie con buona pace delle normali regole del vivere civile – dichiara Oreste Puglisiil risultato è che siamo costretti a restarsene rintanati in casa perchè siamo assediati dalla spazzatura e non possono aprire porte o finestre perché altrimenti i topi o i cani randagi ci entrano in casa. È tempo che le istituzioni preposte intervengano immediatamente”.

Damiano Scala

Damiano Scala