16 Ottobre 2025
Pony trascinato ad Acate: 4 associazioni parte civile

Acate, pony trascinato per oltre 5 km e lasciato agonizzante: quattro associazioni animaliste parte civile per chiedere giustizia e sensibilizzare l’opinione pubblica
Un caso di crudeltà inaudita sugli animali torna all’attenzione della giustizia e dell’opinione pubblica. Si apre infatti il processo nei confronti dell’uomo accusato di aver trascinato per oltre 5,4 chilometri una pony femmina di 10 anni, legata prima con una lunga cavezza e poi con una corda allo sportello posteriore della sua auto, fino a lasciarla agonizzante e senza soccorso in contrada Bosco Grande, ad Acate.
Secondo quanto ricostruito, l’animale sarebbe stato costretto a seguire l’auto per oltre 15 minuti, finendo trascinato a terra a peso morto. Nonostante le condizioni gravissime, l’uomo avrebbe proseguito per altri 850 metri, abbandonando infine il pony in fin di vita. Trovato dopo circa tre ore dal personale veterinario dell’ASP di Ragusa, l’animale è stato sottoposto a eutanasia per porre fine a sofferenze irreversibili.
In vista del processo, che inizierà il 17 ottobre 2025, quattro associazioni animaliste – Le Aristogatte, Teg4Friends, L’Altra Zampa e PantelleriaBau – hanno annunciato la loro costituzione di parte civile. L’obiettivo è dare un segnale forte alla società e sensibilizzare sul valore etico e giuridico della tutela degli animali.
“Gli animali devono essere trattati con dignità e rispetto – sottolineano i presidenti delle associazioni Vera Russo, Alessandro Tringale, Emanuela Tosto e Nathalie Genovese –. Con questa azione vogliamo ribadire che comportamenti come questi rappresentano non solo un reato, ma anche una profonda violazione dei principi di civiltà.”
L’avvocata Tania Cipolla, già parte civile in un procedimento parallelo, ha evidenziato come le prove a carico dell’imputato siano schiaccianti: durante le indagini aveva chiesto di patteggiare, ma la richiesta è stata respinta per la gravità dei fatti.
Le associazioni, rappresentate dagli avvocati Floriana Pisani, Margherita Mannino e Tania Cipolla, continueranno così la loro battaglia di civiltà anche nelle aule giudiziarie, affinché episodi di maltrattamento animale non rimangano impuniti e la collettività prenda coscienza del dovere di proteggere ogni essere vivente.




