15 Ottobre 2025

Palermo, finti lavori con il bonus facciate

Palermo, finti lavori con il bonus facciate

La Guardia di Finanza di Palermo ha sequestrato oltre 3,5 milioni di euro a un imprenditore accusato di truffa aggravata e indebita compensazione per lavori di riqualificazione mai eseguiti. Scoperti falsi “bonus facciate” per oltre 7 milioni di euro.

Palermo – Dalle prime ore di questa mattina i finanzieri del Comando Provinciale di Palermo stanno eseguendo un decreto di sequestro preventivo, per un importo complessivo di oltre 3,5 milioni di euro, nei confronti di un noto imprenditore edile. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Palermo su richiesta della Procura della Repubblica, è il risultato di una complessa indagine sulle truffe legate ai bonus edilizi, in particolare al cosiddetto “bonus facciate”.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo sotto il coordinamento dell’Autorità giudiziaria, sono scaturite da un esposto presentato da una cittadina, proprietaria di un immobile, che aveva segnalato irregolarità nei lavori di ristrutturazione del proprio condominio.



Gli investigatori hanno quindi avviato un’approfondita attività di accertamento: consultazione di banche dati, analisi di copiosa documentazione tecnica acquisita presso il Comune, numerosi sopralluoghi nei cantieri e l’escussione di oltre 30 amministratori di condomini.

Le verifiche hanno permesso di accertare l’inesistenza totale o parziale di numerosi interventi edilizi e l’assenza della documentazione necessaria a dimostrarli. In diversi casi, nonostante la C.I.L.A. (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) fosse stata presentata nel 2022, la consegna dei cantieri risultava retrodatata al 30 dicembre 2021 per continuare a beneficiare dell’aliquota del 90% di detrazione.

Complessivamente, i finanzieri hanno stimato un valore di circa 7 milioni di euro di “bonus facciate” inesistenti, ottenuti attraverso documentazioni false e lavori mai eseguiti.

Contestualmente sono in corso perquisizioni presso la sede dell’impresa e in altri luoghi nella disponibilità dell’indagato, accusato di indebita compensazione di crediti e truffa aggravata ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

L’operazione si inserisce nell’ambito della strategia del Corpo della Guardia di Finanza per il contrasto alle frodi fiscali e alla criminalità economica, a tutela delle risorse pubbliche e dell’economia sana del Paese.

Si ricorda che, fino a sentenza definitiva, per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza.

redazione

redazione