15 Ottobre 2025

CIMEST: scontro su indennità e fondi PNRR in Sicilia

CIMEST: scontro su indennità e fondi PNRR in Sicilia

Scoppia la polemica tra CIMEST e l’ex Direttore Generale dell’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana

 Il CIMEST – Coordinamento Intersindacale della Specialistica Territoriale – prende posizione contro le dichiarazioni dell’ex Direttore Generale del Dipartimento per la Pianificazione Strategica dell’Assessorato Regionale alla Salute, dott. Mario La Rocca. Al centro del confronto: la gestione delle indennità di funzione erogate durante l’emergenza Covid-19 alle strutture accreditate.

Le dichiarazioni contestate

Secondo quanto affermato dal dott. La Rocca, “gli ambulatori che hanno ricevuto l’indennità di funzione durante la pandemia non hanno voluto restituire nulla”, aggiungendo che i sindacati si sarebbero opposti al tentativo di recupero delle somme anticipate.



Il CIMEST replica duramente: “Affermazioni gravemente fuorvianti e lesive dell’onorabilità delle strutture convenzionate e dei sindacati. Viene presentata una ricostruzione errata sotto il profilo normativo e amministrativo”.

 Il quadro normativo: Legge Regionale 9/2020

Il sindacato richiama l’articolo 15 della Legge Regionale Sicilia n. 9/2020, che:

  • Comma 1: riconosceva un’indennità di funzione per sostenere economicamente le strutture accreditate durante la riduzione o sospensione delle attività;

  • Comma 2: prevedeva che tale indennità fosse recuperata tramite prestazioni in extrabudget non liquidabili, non attraverso la restituzione in denaro.

L’obiettivo era garantire continuità assistenziale e sostenibilità occupazionale.

 Circolari amministrative in contrasto con la legge

Il CIMEST accusa l’ex dirigente La Rocca di aver emesso circolari – tra cui la nota prot. n. 19166 del 12 maggio 2021 – che alteravano l’applicazione della legge, subordinando l’erogazione a requisiti non previsti dal testo normativo.

Il comportamento, secondo il sindacato, ha violato la gerarchia delle fonti e l’art. 134 dello Statuto Siciliano. Inoltre, a livello nazionale, le strutture accreditate chiuse per ordinanza regionale avevano diritto a un ristoro una tantum. Ma in Sicilia, quelle strutture non chiusero mai, anzi vennero obbligate a restare operative dall’Assessorato stesso, escludendole quindi da ogni forma di indennizzo ulteriore.

I contenziosi e le sentenze favorevoli

Molte ASP siciliane si sono adeguate alle circolari dell’Assessorato e hanno negato l’indennità. Le strutture convenzionate hanno reagito con azioni legali.

Risultato: quasi tutti i giudizi civili si sono conclusi con la condanna delle ASP, che hanno dovuto corrispondere quanto dovuto con interessi e spese legali.

Inoltre, la Corte Costituzionale – con la sentenza n. 80 del 2024 – ha confermato la legittimità della L.R. 9/2020, riconoscendone la coerenza con il quadro emergenziale nazionale.

Danni erariali e peggioramento dei LEA

Secondo il CIMEST, le conseguenze delle circolari del DASOE sono gravi:

  • Danno erariale: le ASP hanno speso milioni in spese legali e risarcimenti;

  • Spreco di risorse: circa 40 milioni di euro non sono stati usati per garantire i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), risorse che spettavano alle strutture accreditate;

  • Effetti distorsivi sulla sanità territoriale, che ha visto indebolire la propria rete di supporto in piena emergenza.

Il sindacato chiede chiarezza sulla destinazione finale di quei 40 milioni.

La posizione del CIMEST

Il CIMEST sottolinea che:

  • le strutture ambulatoriali accreditate non potevano produrre extrabudget durante la pandemia;

  • la richiesta del sindacato è sempre stata una proroga dei termini di recupero, nel rispetto della legge e della sostenibilità del sistema sanitario;

  • nessuna delegittimazione personale è stata mossa contro il dott. La Rocca, ma solo critiche sul piano amministrativo.

Il CIMEST chiede una riflessione seria sull’applicazione della normativa sanitaria in Sicilia, denunciando scelte amministrative che hanno prodotto danni economici, contenziosi e disservizi ai cittadini.

“Le strutture convenzionate hanno garantito continuità durante l’emergenza. Non possono essere penalizzate ora, né accusate ingiustamente. Si faccia chiarezza sulle risorse non utilizzate e si rispettino le norme approvate dall’Assemblea Regionale Siciliana.”

redazione

redazione