11 Ottobre 2025
Acconti Irpef 2025, dichiarazione Redditi PF 2025

Acconti IRPEF 2025 versamento: le nuove regole, scadenze e soggetti esonerati dopo il DL 55/2025
Di Salvo Scaffidi, Presidente UNICO Catania
Come sappiamo, in sede dichiarativa, il contribuente versa l’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) con un acconto per l’anno in corso- in una o due rate – e un saldo relativo all’anno precedente. L’acconto Irpef è dovuto se l’imposta dichiarata nell’anno in corso (riferita, quindi, all’anno precedente) è superiore a 51,65 € una volta sottratti le detrazioni, i crediti d’imposta, le ritenute e le eccedenze. È pari al 100% dell’imposta dichiarata nell’anno oppure dell’imposta inferiore che il contribuente prevede di dover versare per l’anno successivo.
L’acconto per l’anno in corso deve essere versato in una o due rate, a seconda dell’importo:
- unico versamento entro il 30 novembre 2025 se l’acconto è inferiore a 257,52 €
- due rate, se l’acconto è pari o superiore a 257,52 €; la prima (rateizzabile) è pari al 40% e va versata entro il 30 giugno dell’anno di imposta (insieme al saldo dell’anno precedente), la seconda è pari al restante 60% e va versata entro il 30 novembre 2025.
I soggetti che devono applicare gli Indici sintetici di affidabilità (ISA) e i soggetti che rientrano nel regime forfetario effettuano:
- un unico versamento entro il 30 novembre se l’importo totale dovuto non supera 206 €
- l’acconto in due rate di pari importo entro le stesse scadenze previste per gli altri contribuenti (30 giugno e 30 novembre).
Tutti i contribuenti pagano le imposte tramite il modello F24, mentre i soggetti non residenti possono pagare le imposte anche con altre modalità, per esempio bonifico bancario o attraverso i servizi online dell’Agenzia delle Entrate. Le stesse modalità di pagamento delle imposte previste per i contribuenti che utilizzano il modello REDDITI PF, devono essere utilizzate anche dai contribuenti che presentano il modello 730 e non hanno un sostituto d’imposta.
Non devono versare autonomamente le imposte, invece, i contribuenti che presentano il modello 730 e hanno un sostituto d’imposta. Gli importi a debito o a credito risultanti dalla liquidazione della dichiarazione sono trattenuti o pagati direttamente sullo stipendio dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), a partire dal mese di luglio.
In vista della scadenza del 31 ottobre
Per il Modello Redditi PF 2025 è bene ricordare che per la determinazione degli acconti è prevista una norma di salvaguardia contenuta nel DL 55/2025 (decreto acconti fiscali), e convertito in legge con pubblicazione in GU n.141 del 21 giugno 2025. In particolare, i lavoratori dipendenti e i pensionati senza redditi aggiuntivi non dovranno versare alcun acconto Irpef per il 2025. Il decreto legge, adottato in via d’urgenza, introduce norme di coordinamento tra il decreto legislativo 30 dicembre 2023, n.216, attuativo della delega sulla riforma fiscale e la L. n.207/2024 (Manovra di bilancio 2025), confermando quanto già preannunciato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nel comunicato stampa n.32 del 25 marzo 2025.
Ricordiamo che l’art. 1 commi 1 e 2 del D. Lgs. n.216/2023 ha previsto, inizialmente per il solo 2024:
- riduzione degli scaglioni di reddito imponibile e delle relative aliquote IRPEF da quattro a tre,
- incremento da 1.880 a 1.955 € della detrazione d’imposta per redditi di lavoro dipendente (escluse le pensioni) e alcuni redditi assimilati, per i contribuenti con un reddito complessivo non superiore a 15.000 €, di cui all’art. 13 comma 1 lett. a), primo periodo, del TUIR.
Dal 1° gennaio 2024 (rif.to L. n.111/2023) e poi la riforma fiscale (L. n.207/2024) per il 2025 è prevista una nuova struttura dell’IRPEF con tre scaglioni di reddito e relative aliquote fiscali:
- per i redditi fino a 28.000 €: 23%;
- per i redditi tra 28.000 e 50.000 €: 35%;
- per i redditi oltre 50.000 €: 43%.
Mentre fino al 31/12/2022 → 2023
- per i redditi fino a 15.000 €: 23%;
- per i redditi tra 15.001 e 28.000 €: 25%;
- per i redditi tra 28.001 e 50.000 €: 35%;
- per i redditi oltre 50.000 €: 43%.
Decreto acconti Irpef, correzione delle norme transitorie
Il DL n.55/2025, noto come il “Decreto Acconti Fiscali”, è stato emanato per correggere un difetto di coordinamento tra la riforma fiscale introdotta con il D. Lgs. n.216/2023 e le disposizioni della Legge di Bilancio 2025. Questo disallineamento avrebbe causato un carico fiscale eccessivo per i contribuenti, in particolare per i lavoratori dipendenti e i pensionati.
Infatti, la normativa precedente prevedeva che gli acconti IRPEF per il 2025 fossero calcolati utilizzando le aliquote fiscali del 2024, ancora legate al vecchio sistema, ma questo avrebbe comportato acconti troppo elevati rispetto alla reale imposta dovuta. Infatti, il disallineamento si è verificato in quanto il D. Lgs. n.216/2023 aveva previsto, per il solo anno 2024, la riduzione delle aliquote IRPEF da quattro a tre, e la Legge di Bilancio 2025 ha confermato tale struttura, ma la norma transitoria imponeva che gli acconti per il 2025 fossero ancora calcolati secondo le vecchie aliquote.
Ciò ha creato un’anomalia:
I contribuenti avrebbero dovuto versare acconti basati su aliquote più alte di quelle che effettivamente avrebbero dovuto pagare, con il rischio di trovarsi a versare somme maggiori rispetto alla propria imposta reale. In alcune situazioni, l’acconto IRPEF da versare sarebbe stato addirittura superiore all’imposta dovuta, creando uno squilibrio tra l’imposta anticipata e quella effettivamente dovuta.
Il DL n.55/2025 è quindi intervenuto per evitare che gli acconti 2025 risultassero sproporzionati rispetto all’imposta effettivamente dovuta. Con il provvedimento, è stato stabilito che gli acconti per l’anno 2025 siano calcolati secondo le nuove aliquote IRPEF, introdotte dalla riforma fiscale, e che solo per l’anno 2024 si applicassero ancora le vecchie aliquote. In questo modo, si è ripristinato un allineamento tra l’imposta dovuta e quella anticipata, evitando che i contribuenti si trovassero a pagare acconti superiori a quanto dovuto.




