26 Settembre 2025
Presentato il progetto “Affido Sportivo” – VIDEO

Un percorso progettuale ricco di spunti, emozioni, coinvolgimento e condivisione
Il progetto Affido Sportivo è stato ufficialmente presentato nell’Aula B della Torre Biologica dell’Università degli Studi di Catania, all’interno del convegno di studi “Costruire il futuro con i giovani. Il potere dello Sport: strumenti e strategie per il contrasto alla devianza”.
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Promosso da CSAIn Sicilia e finanziato dalla Regione Siciliana – Dipartimento Famiglia attraverso i fondi della legge 16/2021, nasce con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica e la devianza minorile attraverso lo sport. Davanti a una platea di studenti di Scienze Motorie sono stati illustrati tutti gli step di un progetto ispirato al modello dell’Affido Culturale, che mira a creare una rete di “famiglie risorse” pronte a prendersi cura di minori in condizioni di disagio sociale, trasformando le associazioni sportive dilettantistiche in veri presìdi educativi capaci di accompagnare i ragazzi lungo un percorso strutturato di inclusione, formazione e riscatto.
PROGETTO. Il progetto – della durata di dodici mesi – prevede la presa in carico di cinquanta minori tra i 6 e i 18 anni, residenti nei quartieri a rischio e segnalati da scuole o enti partner, insieme a cinquanta famiglie coinvolte in percorsi di accompagnamento alla genitorialità. A sostegno dell’iniziativa parteciperanno inoltre cinquanta volontari, veri punti di riferimento della comunità educante. Già stamani una ventina di studenti hanno aderito come volontari, confermando l’interesse verso l’iniziativa.
L’AZIONE OPERATIVA. La regia operativa è affidata a CSAIn Sicilia, ente di promozione riconosciuto dal CONI e dai Ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha costruito una rete ampia e integrata di partner, tutti intervenuti per sottolineare nei loro contributi le diverse sfaccettature progettuali. È stato inoltre letto e sottoscritto da tutti gli enti coinvolti il manifesto dei valori fondanti della comunità educante di affido sportivo.
Dopo i saluti istituzionali del presidente nazionale CSAIn, Salvo Spinella, sono intervenuti, nel convegno moderato dal sociologo Agostino Marottoli, Federica Nicolosi, vice Prefetto – Prefettura di Catania; L’assessore alla Pubblica Istruzione del comune di Catania, Andrea Guzzardi; Roberto Di Bella, Presidente Tribunale per i Minorenni di Catania (che ha proposto l’ingresso di CSAIn nell’Osservatorio prefettizio); Enzo Falzone, Presidente CONI Sicilia; Giuseppe Musumeci, Presidente C.D.S. in Scienze Motorie; Giuseppe Vecchio, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Regione Siciliana; Agata Pappalardo, Ufficio Dispersione Scolastica; Carlo Colloca, Presidente CdL Magistrale in Politiche e Servizi Sociali Università di Catania; Roberta Montalto, Direttore U.S.S.M. Catania; Giovanni Rapisarda, Direttore Neuropsichiatria Infantile Catania; Nunzia Catalfo, già Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali; Nunzio Alizzio, Consigliere Ordine Assistenti Sociali Sicilia.
I QUARTIERI. La linea comune è sviluppare una strategia educativa territoriale che restituisca centralità allo sport come luogo di relazione, regole e crescita condivisa. Nei quartieri di Librino, San Giorgio, San Cristoforo, Picanello, Fortino e Zia Lisa, i valori sportivi diventano strumenti per contrastare dispersione e marginalità, offrendo ai giovani nuove opportunità di integrazione e sviluppo personale. L’obiettivo è creare un modello replicabile ed estendibile in tutta Italia. Il ruolo delle scuole sarà determinante. Coinvolti gli istituti comprensivi Cesare Battisti, Don Bosco, Malerba, Montessori Mascagni, Pestalozzi, San Giorgio, Rita Atria e Dusmet-Doria. Fondamentale anche l’apporto degli enti di Terzo Settore e delle cooperative radicate nei quartieri, tra cui Officine Culturali, Trame di Quartiere, Orizzonte Bene, Marianella García, Jala ASD, Tempio 5 e C&B.
GLI INTERVENTI. La direzione del progetto è affidata a un gruppo di lavoro guidato da Salvatore Bartolo Spinella, presidente nazionale CSAIn, in qualità di direttore generale. Lo stesso Spinella ha inaugurato il panel degli interventi, sottolineando il valore di Affido Sportivo e la centralità di CSAIn nella progettualità sociale: «Abbiamo scelto Catania come città di riferimento, un contesto complesso dove era indispensabile coinvolgere numerosi partner, istituzionali e non. Grazie a questa rete è stato possibile creare una comunità educante capace di accogliere e sostenere. Il nostro obiettivo è includere 50 minori in condizioni di vulnerabilità sociale, offrendo loro attività e opportunità che aiutino a contrastare la dispersione scolastica e favorire l’integrazione sociale. Lo sport diventa, in questo senso, uno strumento concreto di inclusione e crescita». Al suo fianco operano Salvo Filippello (coordinatore delle azioni progettuali), Nunzia Catalfo (comunicazione istituzionale), Giuseppe Lombardo (area sportiva) e Alessandra Di Blasi (rendicontazione).
Nunzia Catalfo, già Ministro del Lavoro, spiega: «Il progetto prevede il coinvolgimento di una rete ampia che unisce istituzioni, scuole ed enti del terzo settore con un unico obiettivo: incidere positivamente sui giovani e sostenere le famiglie in difficoltà. Vogliamo agire attraverso leve sportive, psicologiche ed educative per offrire ai ragazzi la possibilità di uscire dal disagio e costruire un percorso di vita dignitoso. Oggi vediamo tanti giovani che possono essere d’aiuto ad altri giovani: un’immagine positiva e concreta di solidarietà. Credo che questo modello sia replicabile anche in altri territori d’Italia per combattere davvero la dispersione scolastica».
Salvo Filippello, coordinatore delle azioni progettuali: «Diventeremo attivi in otto scuole dei quartieri fragili di Catania – Librino, San Giorgio, San Cristoforo, Picanello, Zia Lisa e il Fortino – con istruttori sportivi, pedagogisti, educatori e 50 volontari. Seguiremo bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni, con attività sportive, laboratoriali e di supporto didattico, accompagnate da un monitoraggio delle famiglie. Accoglieremo inoltre minori segnalati dalla neuropsichiatria infantile, dal tribunale dei minori e dai servizi sociali della giustizia minorile. Sarà un lavoro straordinario: quando lo sport diventa famiglia».
I TESTIMONIAL. Il responsabile della sezione sportiva, Giuseppe Lombardo, ha illustrato le discipline previste e presentato i testimonial del progetto: «Sarà un viaggio avvincente e ricco di emozioni con tanti sport che saranno un collettore straordinario». Gli interventi hanno ricevuto grande apprezzamento e tutti hanno ribadito un messaggio comune: lo sport è fondamentale per allontanare i ragazzi dalla strada e offrire loro nuove opportunità di vita. Tra i testimonial, Orazio Arancio (rugby), Claudia Vinciguerra (pallanuoto), Tania Senio(pallacanestro), Salvo Bianchetti (calcio) hanno raccontato la propria esperienza sportiva da atleta professionista, i successi raggiunti anche in azzurro e l’importanza di essere punti di riferimento per chi lavora con i giovani, oggi come allenatore, dopo essere stato giocatore. Particolarmente significative le parole di Giada Costa e Salvo Molino, campioni mondiali di ju jitsu, che hanno sottolineato il valore dell’impegno quotidiano sul tatami del Dojo e nella vita. Giada ha inoltre evidenziato la soddisfazione di coniugare lo sport con un percorso di studi eccellente in Scienze Motorie.
Un altro simbolo del progetto sarà Giovanni Marchese, ex calciatore professionista (Serie A con Catania e Genoa), oggi figura di riferimento per la Mes. Il primo testimonial a intervenire nel percorso di Affido Sportivo è stato Mattia Faraoni, campione del mondo di kickboxing, che domenica scorsa ad Acireale ha partecipato a uno stage di aggiornamento.






