17 Settembre 2025

Sicilia e Calabria protagoniste al Giro d’Italia in idrovolante

Sicilia e Calabria protagoniste al Giro d’Italia in idrovolante

Partiti da Venezia il 5 settembre, tappa dopo tappa, gli idrovolanti partecipanti rievocano gli anni ruggenti dell’aviazione, quando gli idroscali erano le uniche strutture esistenti per potersi muovere in libertà e velocità

Il Giro d’Italia in Idrovolante 2025, da Venezia a Gallipoli (5-22 settembre), oltre a promuovere un diverso tipo di aviazione, più attenta alla qualità che alla quantità e sensibile alle realtà locali, promuove la valorizzazione degli idroscali storici, di cui la Sicilia potrebbe essere uno dei protagonisti della prossima edizione, avendone avuti molti: Siracusa, Augusta, con l’adiacente meraviglioso ma abbandonato hangar per dirigibili, Milazzo, Trapani-Ronciglio, Marsala-Stagnone, con i due straordinari ma abbandonati hangar Nervi, e Marsala porto, la cui storia è stata recuperata con attenzione e dopo anni di ricerche da Fabrizio Egizi nel progetto “Storia dell’aviazione in Sicilia”, diviso in due parti: occidentale, pubblicata nel 2022, ed orientale, pubblicata nel 2024, grazie al supporto di importanti realtà della scena culturale ed aeronautica siciliana: Associazione Regionale SiciliAntica, Aero Club di Palermo-Boccadifalco, Volo Club Albatros di Termini-Imerese, Associazione Arma Aeronautica sezione di Catania, e calabrese: Aero Club dello Stretto di Reggio Calabria e Associazione La Memoria Ritrovata di Caulonia (Reggio Calabria).

Il 13 e 14 settembre il Gidro d’Italia in Idrovolante 2025 ha fatto tappa al Lago di  Bracciano (Roma), ospite del MUSAM (Museo Storico dell’Aeronautica Militare, di Vigna di Valle), momento durante il quale Fabrizio Egizi (Autore, Consulente Storico Aeronautico) e Giuseppe Barbagiovanni (Studioso, Responsabile Regionale Giovani Associazione SiciliAntica) hanno ricordato due protagonisti dello sviluppo dell’aviazione italiana e mondiale: Vincent Raschella’, un personaggio di fine ‘800 che, sulle alture di Caulonia (RC), 14 anni prima dei fratelli Wright, si alzò in volo con il suo aereo autocostruito e Giuseppe Mario Bellanca, il quale dopo aver lavorato come progettista negli anni della Prima guerra mondiale, alla fine del 1927 fonda a New York  la Bellanca Aicraft Corporation, finendo sulla copertina del TIME. Il primo, calabrese di Caulonia (Reggio Calabria), è stato un pioniere del volo, con la sua invenzione “il Falco”, un velivolo che era un insieme di diverse tecnologie: pallone aerostatico, aliante e dirigibile, senza motore e azionato da lui stesso, con l’aiuto di pulegge e meccanismi vari.



In sostanza la sintesi di tutte le tecniche costruttive sviluppate in Europa nella seconda metà dell’800; il secondo, siciliano di Sciacca (Agrigento), si è messo in luce negli Stati Uniti d’America come “il genio del profilo alare”, oltre che come costruttore di aeroplani, molto apprezzati dagli aviatori di tutto il mondo tra gli anni ’20 e ’50.

Sconosciuti ai più, soprattutto Vincent Raschella’, per il quale Fabrizio Egizi è riuscito ad includere l’associazione che ne promuove la conoscenza (La Memoria Ritrovata di Caulonia) tra i sostenitori del Gidro d’Italia 2025 in Idrovolante. Il suo volto, riprodotto su un adesivo, infatti campeggia sulla fusoliera e/o sui galleggianti degli idrovolanti partecipanti, provenienti da Svizzera, Austria, Serbia, Italia settentrionale e Sicilia.

Era il 2019, l’anno in cui il direttore generale dell’aeroporto civile di Trapani-Birgi, Michele Bufo, richiese all’amico Fabrizio Egizi di cominciare le ricerche, con il progetto “Storia dell’aviazione in Sicilia”. Partendo dalla Sicilia occidentale è arrivato alla Sicilia orientale, a Malta (2024) ed in Puglia (2025), più esattamente a Gallipoli, sede dell’Aviazione Marittima Italiana di Orazio Frigino, responsabile dell’organizzazione del Gidro d’Italia in Idrovolante 2025, ricomponendo così – come ama spesso ripetere nelle sue presentazioni – “un mosaico già di per sé straordinario ma scomposto dal tempo e dagli eventi”. Questo mosaico, con un’estensione alla Calabria, è la storia dell’aviazione in Sicilia. Il suo progetto, ormai considerato un valido strumento di lavoro per individuare in modo mirato ciò che si può ancora valorizzare, diventando così una risorsa per l’economia regionale (in buona sostanza la Legge 12 luglio 2018 n. 12 della Regione Siciliana). Si tratta di una “legge quadro” che manca di un elenco delle infrastrutture da valorizzare, impegno rimandato alle amministrazioni locali, per cui tutto questo lavoro di ricerca è un valido punto di partenza.

Ma veniamo ai risultati ottenuti:

2022 – presentazione di “Storia dell’aviazione nella Sicilia occidentale (storia, uomini e territorio)” all’aeroporto civile di Trapani-Birgi e all’Aero Club di Palermo-Boccadifalco;

2023 – presentazione della stessa opera al Distaccamento dell’Aeronautica Militare Italiana presso l’aeroporto di Pantelleria, in occasione del Centenario dell’Arma Azzurra; al polo museale “Le Ciminiere” di Catania, in occasione dell’International Forum dedicato all’80° anniversario dello Sbarco degli Alleati in Sicilia, e a Caulonia Marina (Reggio Calabria);

2024 – presentazione di “Storia dell’aviazione nella Sicilia orientale (storia, uomini e territorio)” a Paternò (Catania), grazie alla disponibilità della casa editrice Giambra Editori di Terme Vigliatore (Messina) a ristampare il progetto in Sicilia, con la partecipazione degli studenti dell’istituto Don Lorenzo Milani di Paternò; al Museo Storico dello Sbarco in Sicilia-1943 di Catania; all’Aero Club dello Stretto di Reggio Calabria e al Comune di Messina nel prestigioso Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca; a Malta, presso il Malta Aviation Museum, in inglese, con successivo incontro con Sua Eccellenza l’ambasciatore d’Italia a Malta, dr. Fabrizio Romano, tanta è stata la curiosità per il grande lavoro di ricerca.

Da tutto ciò sono derivati: il Premio CIVITAS Europa 2024, sezione editoria libri e stampa, di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), per l’opera definita “un’autentica eccellenza della Giambra Editori”

Pasqua 2025: l’invito dello SMA (Stato Maggiore Aeronautica) a partecipare ad un progetto di valorizzazione di un ex aeroporto militare in provincia di Trapani (Sicilia occidentale).

Maggio 2025: il supporto scientifico fornito all’opera “Giovanni Lavaggi – Aviatore (Augusta 1906 – Il Cairo 1935)” dell’avv. Raffaele Migneco, presentato ad Augusta (Siracusa).

Luglio 2025: la realizzazione del Seminario “Storia dell’aviazione in Sicilia: dall’età pionieristica al consolidamento intercontinentale di oggi” in seno al Master Airline Management, organizzato dal CUST (Centro Universitario di Studi sui Trasporti) dell’Università di Messina.

Agosto 2025: il positivo riscontro da parte dello SMA, in merito alla necessità di tutela e valorizzazione della Stele di Almaza (Il Cairo, Egitto), eretta nel 1937 in memoria di un equipaggio della Regia Aeronautica deceduto due anni prima in un incidente aereo, episodio ricordato ad Augusta durante la presentazione del libro “Sicilia orientale”.

Presentazione di Vincent Raschella’, pioniere italiano del volo di fine Ottocento, al pubblico intervenuto alla tappa del Gidro d’Italia in Idrovolante 2025 nel Lazio, più esattamente al MUSAM di Vigna di Valle, che ha suscitato anche l’interesse del direttore del prestigioso Smithsonian Air and Space Museum di Washington DC (USA), il quale ha richiesto approfondimenti in merito.

Per il futuro Fabrizio Egizi ha l’obiettivo di portare gli idrovolanti in Calabria, con una tappa del Gidro d’Italia in Idrovolante 2026 a Caulonia Marina ed a Roccella Ionica e ad Augusta, in Sicilia, località nella quale è già stata individuata una struttura privata idonea all’attracco degli idrovolanti, grazie alla disponibilità della proprietà.

Infine, insieme agli amici Giuseppe Barbagiovanni e Mario Lo Bosco, studiosi della sede locale di SiciliAnica Paternò, l’impegno a recuperare la vita professionale del montatore-pilota paternese, Gaetano Ciancitto, classe 1915. Tutto ciò è stato scoperto grazie alla sensibilità dei figli e soprattutto di Salvatore che nel ricordo affettuoso del padre ha conservato decine e decine di fotografie, documenti e tanto altro, testimonianza di un passato, che ritraggono il nostro personaggio, all’opera con il suo SM. 78 negli idroscali siciliani di Siracusa, Augusta e Marsala Stagnone, per poi durante la guerra spostarsi a Trapani Chinisia San Giuseppe, Benevento ed a Padova. Gli studiosi e addetti ai lavori, che hanno ascoltato la sua storia, durante la manifestazione del Gidro D’Italia a Bracciano, non lo hanno associato solo agli eventi bellici o agli svariati idrovolanti da lui pilotati ma anche un fatto che è diventato storia italiana e mi riferisco all’occultamento dei cavalli bronzeo-dorati della basilica di San Marco di Venezia presso l’abbazia di Praglia. Durante la ritirata tedesca dopo l’armistizio, il nostro montatore, trovandosi a Padova viene fatto prigioniero, riesce a scappare e trova rifugio presso i monaci benedettini dell’ Abbazia di Praglia che lo accolgono all’interno del convento per salvarlo; gli fanno indossare un saio e, viste le sue grandi doti manuali, grazie all’insegnamento del padre, carradore a Paternò, lo prendono nella comunità come falegname per sistemare le panche e tutto ciò che bisognava recuperare all’interno della grande chiesa. Lì con suo grande stupore mentre si adoperava nel suo lavoro, viene in contatto, all’interno di un deposito tenuto segreto, con i famosi quattro cavalli della Basilica di San Marco di Venezia ivi ricoverati per sfuggire alle razzie tedesche, poiché trasferivano in Germania tutto ciò che era di valore. Alla fine, dopo lo sbandamento, riesce a tornare in Sicilia e successivamente continua la sua carriera militare fino al congedo, presso il Comando 87° AntiSom , successivamente 41º Stormo AntiSom di base a Sigonella.

Insieme alle altre, questa, sarà una delle storie che si racconteranno nella prossima presentazione del 6 novembre alla base del 41° Stormo dell’Aeronautica Militare di Sigonella, grazie all’interessamento del Generale Placido Casella, presidente della sezione di Catania dell’Associazione Arma Aeronautica.

Grande entusiasmo e soprattutto grande apprezzamento da parte dei vertici dell’Arma Aeronautica Italiana per l’intervento al Lago di Bracciano ed in particolare un plauso all’iniziativa utile ad avvicinare la gente alla cultura del volo, da parte di Donna Paola Balbo, nuora del mitico Italo Balbo e presidente dell’Associazione Trasvolatori Atlantici. La signora ha ribadito come vada sostenuta la passione aeronautica soprattutto nei giovani in totale sintonia con la Mission di SiciliAntica. che è quella di tutelare, valorizzare e promuovere il patrimonio storico, archeologico e culturale siciliano, attraverso la ricerca scientifica, il recupero di beni abbandonati, l’educazione nelle scuole e la promozione del turismo culturale, coinvolgendo attivamente i cittadini nella costruzione di una comunità consapevole della propria memoria.

Tutto questo affinché i nostri figli possano essere testimoni del nostro glorioso passato e tramandare la storia alle future generazioni.

Che dire, una manifestazione, quella tenutasi sul lago di Bracciano, particolarmente ricca di pathos.

Ad maiora semper!

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redazione

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