13 Settembre 2025

Catania, la speranza passa da Sant’Agata

Catania, la speranza passa da Sant’Agata

Venerdì 19 a Mompileri l’arcivescovo Renna presenterà alla diocesi la Lettera pastorale nel IX centenario della traslazione delle reliquie della patrona. Un invito a vivere il presente con la fede e il coraggio della martire. Emergenza educativa ed evangelizzazione della festa

E’ dedicata a sant’Agata, nel nono centenario della traslazione delle reliquie della patrona da Costantinopoli a Catania, la nuova Lettera pastorale dell’arcivescovo Luigi Renna per l’anno pastorale 2025-2026. Il documento dal titolo “Sui passi di sant’Agata per rendere ragione della nostra speranza”, che sarà presentato venerdì 19 settembre alle 19,30 al santuario di Mompileri, non trascura l’attualità: il mondo lacerato dalle guerre, il cammino della Chiesa dopo il papato di Francesco, la situazione sociale in diocesi con “l’emergenza educativa che si è fatta più acuta”.

Una Lettera per il presente: fede, speranza e attualità

In questo contesto, Agata diventa testimone di speranza per il presente: “la scegliamo ancora come maestra di fede – leggiamo nella Lettera pastorale – perché possiamo reimparare dal suo sacrificio ad essere credenti credibili nel nostro tempo”.



La Lettera pastorale approfondisce il cammino già avviato in diocesi di una evangelizzazione della pietà popolare che si esprime nella devozione a sant’Agata “per farla diventare sempre più espressione di fede”.

Nel testo troviamo una esplicitazione culturale e teologica dei simboli che accompagnano la festa di Agata (dal sacco alle candelore) e, al tempo stesso, esempi concreti di come quei segni vadano vissuti. Si prenda il caso del sacco, che esprime l’umiltà del devoto. “Portare il sacco – scrive l’arcivescovo – richiede da tutti un grande senso di responsabilità. Prima di indossarlo dovremmo chiederci a che punto è la nostra vita cristiana, se la nostra testimonianza di fede risplende o è adombrata da qualcosa“.

E non mancano gli esempi concreti: “Sarebbe un sacrilegio indossare l’abito agatino se si fa uso di stupefacenti, se li si spaccia, se si detengono armi, se si è affiliati a famiglie mafiose” o, ancora, se si vivono situazioni di disordine affettivo o di fedeltà nel matrimonio. Non mancano i riferimenti anche per quanto riguarda le candelore. “Come desidererei – scrive monsignor Renna – che non si apponessero più drappi con nomi di persone, che sono quasi motivo di ostentazione di sé: la gratitudine si vive in silenzio”.

L’arcivescovo invita i fedeli a recuperare il senso di partecipazione

L’arcivescovo, nell’anno agatino, invita poi tutti i fedeli “a recuperare maggiormente il senso di partecipazione alla vita ecclesiale” che implica comunione, ascolto, stima reciproca. Una attenzione particolare monsignor Renna dedica alla questione giovanile che rappresenta una vera e propria emergenza. Lo si evince, secondo la Lettera pastorale, dalla “situazione dei ragazzi con le incresciose evidenze delle baby gangs lasciate a se stesse nelle ore serali, dei ragazzi e delle ragazze che divengono genitori nella preadolescenza, dell’uso di stupefacenti”.

E a questo proposito l’arcivescovo invita la comunità ecclesiale a ripartire dalla cura delle famiglie, educando “alla corresponsabilità i genitori nella catechesi e nella formazione”, e a “seguire le famiglie più fragili con l’impegno per il recupero scolastico”.

Partendo dalla testimonianza di Agata, monsignor Renna si occupa anche della costruzione della “città dell’uomo a misura d’uomo”. “Oggi c’è bisogno – scrive l’arcivescovo – di tornare ad occuparsi della città politicamente, edificandola, dando il proprio contributo di cittadinanza, uscendo dal clima di lamentela che rinuncia a partecipare e si aspetta tutto dagli altri”.

In questa direzione le comunità saranno aiutate dall’Istituto per la formazione socio-politica sant’Agata per Catania. “Sentiamo l’urgenza – scrive l’arcivescovo – che tutto il territorio, continuamente esposto alla corruzione politica e all’agire malavitoso delle organizzazioni criminali, veda il laicato impegnato in questi ambiti, per rigenerare la politica buona e la democrazia”. “La nostra santità, soprattutto se siamo fedeli laici – dice ancora monsignor Renna – si gioca nell’aprire gli occhi su queste realtà, e nel saper organizzare la speranza”.

Questi temi saranno al centro della prossima assemblea pastorale diocesana che si terrà giovedì 18 e venerdì 19 settembre alle 19,30 al santuario di Mompileri. Nella serata di venerdì 19, in particolare, l’arcivescovo presenterà i contenuti della Lettera.

redazione

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