12 Settembre 2025

Chirurgia maxillo-facciale, due equipe siciliane salvano neonato

Chirurgia maxillo-facciale, due equipe siciliane salvano neonato

Un bimbo di nove mesi del Burkina Faso è stato salvato in Sicilia grazie a due complessi interventi. Il successo è frutto della collaborazione tra due equipe siciliane, del Policlinico San Marco di Catania e del CCPM di Taormina, e l’associazione “Una voce per Padre Pio” per il contributo economico

 

CATANIA – Una complessa operazione di medicina integrata, frutto della collaborazione tra due eccellenze sanitarie siciliane, ha salvato la vita di un bambino di nove mesi del Burkina Faso. Il piccolo era affetto da una grave malformazione al palato (labiopalatoschisi) associata a una complessa cardiopatia congenita.



Il bimbo, arrivato in Italia grazie al progetto di cooperazione “Cuori ribelli” dell’associazione “Una voce per padre Pio”, era già in cura al Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo (CCPM) di Taormina, dove era stato sottoposto a un delicato intervento cardiochirurgico.

Per affrontare la seconda, cruciale operazione, è scattata una sinergia tra le équipe. I chirurghi dell’Unità Operativa di Chirurgia maxillo-facciale dell’ospedale San Marco di Catania, guidati dal direttore Alberto Bianchi, si sono recati al CCPM per un intervento combinato di palatoplastica e cheilorinoplastica. La procedura è stata resa ancora più complessa dalla condizione cardiaca del piccolo, gestita con estrema cura dagli anestesisti specializzati.

“È stato un esempio virtuoso di medicina integrata”, ha dichiarato il direttore Bianchi. “Solo grazie alla collaborazione tra professionisti altamente specializzati provenienti da più strutture, siamo riusciti a garantire la massima sicurezza al piccolo paziente.” Anche il responsabile del CCPM, Sasha Agati, ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra, confermando che l’operazione è perfettamente riuscita e che il bambino potrà tornare a casa per condurre una vita normale.

Attualmente, il decorso post-operatorio procede regolarmente. Il piccolo è in ripresa, assistito amorevolmente dal personale sanitario siciliano e da un’infermiera del suo ospedale di origine.

 

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