11 Settembre 2025

CNA: le imprese italiane lavorano per il Fisco fino al 9 luglio

CNA: le imprese italiane lavorano per il Fisco fino al 9 luglio

Secondo l’Osservatorio Cna, la pressione fiscale sulle imprese è in lieve calo, ma resta elevata. Ancora consistenti i divari territoriali tra Nord e Sud. Ci sono territori in cui la pressione fiscale arriva al 60%

 

ROMA – La pressione fiscale sulle imprese individuali in Italia ha registrato un lieve calo nel 2024, passando dal 52,8% al 52,3%. È quanto emerge dall’ultima edizione dell’Osservatorio “Comune che vai fisco che trovi” della Cna, che pur certificando una piccola riduzione, ribadisce come il carico fiscale sulle imprese resti troppo elevato.



Il rapporto, che prende in esame un’impresa tipo, rivela come, in media, le aziende abbiano lavorato per il fisco fino al 9 luglio. Restano, però, ampi i divari territoriali. A Bolzano, la provincia con la tassazione più bassa, la pressione fiscale si ferma al 46,3%, mentre ad Agrigento, che chiude la classifica, raggiunge il 57,4%. Le differenze, secondo la Cna, riflettono in particolare le addizionali regionali e comunali, oltre a Imu e tassa sui rifiuti.

L’analisi evidenzia anche come il livello di tassazione sia più elevato nelle province con una minore efficienza dei servizi offerti. Tra le grandi città, Milano è in una posizione migliore con il 50,5%, mentre Palermo si attesta al 52,9% e Napoli al 54,5%. Il segretario generale Otello Gregorini ha sottolineato come in alcune aree del Paese il fisco assorba “quasi il 60% del reddito”.

Il presidente della Cna, Dario Costantini, ha commentato i dati sottolineando che “il nostro Osservatorio certifica una lieve riduzione del total tax rate ma è evidente che il livello di tassazione resta molto elevato e rappresenta un vincolo alla crescita”. L’associazione auspica una riforma del fisco che renda il sistema più leggero, equo e semplice.

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