10 Settembre 2025
Paternò, violenza sessuale dell’ex primario, interdetto per 12 mesi

Il 10 settembre 2025 la Procura di Catania ha disposto una misura interdittiva nei confronti di Giuseppe Reina, ex primario ospedaliero, accusato di violenza sessuale ai danni di una collega medico.
L’indagine riguarda fatti avvenuti tra il 2018 e il 2024 in un presidio sanitario etneo.
Il 10 settembre 2025, su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica, la Polizia di Stato di Catania ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misura interdittiva emessa il 4 settembre scorso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania.
Il provvedimento riguarda Giuseppe Reina, classe 1962, all’epoca dei fatti primario in una struttura ospedaliera etnea e oggi titolare di un diverso incarico pubblico nel sistema sanitario.
Secondo l’accusa – ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva – il medico sarebbe gravemente indiziato di un episodio di violenza sessuale aggravata dal rapporto di subordinazione, commesso ai danni di una collega chirurgo in servizio presso un presidio ospedaliero della provincia di Catania.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura, si sono concentrate sul periodo compreso tra il 2018 e il 2024. In questa fase sarebbero emersi comportamenti a sfondo sessuale posti in essere dall’indagato durante i turni di lavoro, approfittando della sua posizione gerarchica.
Secondo la ricostruzione investigativa, gli episodi avvenivano anche durante le visite congiunte ai pazienti, quando il medico avrebbe rivolto avances e compiuto palpeggiamenti rapidi, tali da impedire alla vittima di sottrarsi o manifestare dissenso. Le accuse si basano su intercettazioni, dichiarazioni e immagini raccolte attraverso sistemi di videosorveglianza.
La Procura aveva richiesto la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti gravi indizi per più episodi e per la presenza di più vittime. Tuttavia, il Gip ha accolto solo in parte la tesi accusatoria, riconoscendo gravi indizi per un solo episodio e disponendo nei confronti del sanitario la sospensione da tutte le funzioni in strutture sanitarie pubbliche o a partecipazione pubblica per la durata massima di dodici mesi.
La Procura ha già annunciato di riservarsi l’impugnazione del provvedimento.






