05 Settembre 2025
L’avv Lipera chiede la grazia per Antonio Pandetta

La grazia è stata chiesta per un detenuto 72enne condannato per errore, in base alla domanda dell’avv. Lipera, per immigrazione clandestina. Le sue condizioni di salute sono gravissime
L’avvocato Giuseppe Lipera ha presentato una nuova istanza di grazia per Salvatore Antonio Pandetta, un uomo di 72 anni attualmente detenuto nel carcere di Caltagirone. L’avvocato ha scritto direttamente al Presidente della Repubblica, sollecitando un intervento urgente e definendo il suo assistito “vittima di un errore giudiziario”.
Pandetta, condannato a 3 anni e 8 mesi per associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina, era stato inizialmente prosciolto dal GIP che aveva ritenuto il suo ruolo di “tassista abusivo” non sufficiente a configurare un’adesione all’associazione. Nonostante questo, la Cassazione ha confermato la condanna il 19 dicembre 2024.
Secondo l’avvocato Lipera, la notizia della condanna ha causato un grave deterioramento delle condizioni di salute di Pandetta, già provato da eventi personali come la perdita della moglie. Pochi mesi fa, a febbraio, l’uomo è stato ricoverato per una trombosi cerebrale. L’avvocato sottolinea che l’ordine di carcerazione è stato notificato mentre l’uomo si trovava ancora in ospedale, e che le sue condizioni sono incompatibili con la detenzione.
Da quando è in carcere, il detenuto avrebbe perso oltre 20 chili e il suo quadro clinico si sarebbe aggravato con vuoti di memoria e disorientamento. Lipera sostiene che Pandetta non riesca ad affrontare la quotidianità della vita carceraria e che non riceva le cure e la terapia necessarie.
L’avvocato, nella sua missiva, si rivolge al Presidente chiedendo “perché questo poveretto deve morire in carcere?”, ribadendo che l’uomo, in qualità di tassista abusivo, trasportava chiunque, senza distinzione di nazionalità, per provvedere alla propria famiglia. La richiesta di grazia ha l’obiettivo di evitare che un uomo anziano e malato sconti una pena per un reato che, a detta del suo legale, non ha commesso.






