03 Settembre 2025
Diritto all’aborto a rischio in Sicilia. CGIL Sicilia scrive al Governo

La CGIL Sicilia chiede al Governo e all’Ars di difendere la legge regionale sull’IVG (interruzione volontaria di gravidanza). La norma è stata impugnata dal Consiglio dei Ministri
La CGIL Sicilia ha lanciato un appello al governo e all’Ars affinché difendano la legge regionale 23 del 2025. La norma, che dispone l’obbligo per gli ospedali di assumere medici non obiettori per garantire l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG), è stata impugnata dal Consiglio dei ministri perché ritenuta incostituzionale.
In una nota firmata da Gabriella Messina ed Elvira Morana, la CGIL sottolinea che l’ultima relazione ministeriale sull’applicazione della legge 194/78 evidenzia diverse criticità, tra cui il diritto a un’assistenza adeguata per un aborto sicuro e legale.
“Diritto a rischio e sovraccarico per i medici”
“L’attuale situazione mette a rischio l’esercizio di un diritto ma anche la salute delle donne”, affermano Messina e Morana. Il sindacato evidenzia che in alcune strutture sanitarie, il medico non obiettore ha un carico di lavoro settimanale quasi sette volte superiore alla media nazionale. “L’esiguità del personale non è irrilevante rispetto alle urgenze e ai tempi di intervento in rapporto alle settimane di gestazione”.
Secondo la CGIL, la legge regionale è “una battaglia di civiltà” che il Parlamento siciliano ha intrapreso per garantire la piena applicazione della legge 194. Per questo motivo, “il ricorso del governo nazionale va contrastato sia con la mobilitazione della società civile che per le vie legali”. L’appello vuole anche evitare il sovraccarico di lavoro per il personale sanitario non obiettore.
I dati ministeriali confermano le difficoltà in Sicilia
Secondo i dati del Ministero della Salute (e riportati a maggio da L’Espresso), abortire in Sicilia è molto difficile. Il report del 2022 indica che l’81,5% dei ginecologi nella regione è obiettore di coscienza. Un altro studio di Medici del Mondo rivela che in 26 strutture siciliane questa percentuale sale al 100%.
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