02 Settembre 2025
Cambia il volto del lavoro in Italia tra “gap” nei CV e dati Istat

L’Istat conferma la crescita dell’occupazione in Italia a luglio 2025, ma il dato si scontra con il nuovo trend dei gap di carriera nei CV evidenziato da LiveCareer
Cambia il volto del lavoro in Italia e presenta dati anche in contrasto a secondo della lente con cui si osservato i dati. Così se da un lato i dati Istat, condivisi proprio oggi anche dal Sole24Ore, indicano una percentuale in aumento dell’occupazione; un’indagine condotta da LiveCareer Italia mette in luce aspetti nuovi nella realtà lavorativa: i periodi di inattività. Si tratta dei cosiddetti “gap” nel curriculum. Oggi non più un’eccezione, ma nuova normalità. Lo studio, basato su oltre 7 milioni di CV italiani, mostra come i percorsi professionali stiano diventando sempre più discontinui.
Nel 2025, quasi un terzo dei CV (il 32%) ha un’interruzione di almeno un anno. Questo dato evidenzia le difficoltà legate alla disoccupazione a lungo termine, ma anche le scelte di vita, come l’assistenza familiare o la riqualificazione professionale.
Percorsi lavorativi sempre più flessibili
Il rapporto di LiveCareer sottolinea che i “buchi” più brevi, inferiori a un mese, compaiono nella metà dei curriculum analizzati. Questo indica un mercato del lavoro più dinamico, dove i frequenti cambi di impiego e il lavoro flessibile stanno ridisegnando le carriere.
Solo la metà dei lavoratori italiani ha un curriculum senza interruzioni. La percentuale è in costante calo rispetto agli anni precedenti (era il 61% nel 2020), a dimostrazione che i percorsi professionali lineari e tradizionali stanno scomparendo, lasciando spazio a carriere più articolate.
Il parere dell’esperto
Secondo Jasmine Escalera, esperta di LiveCareer, i datori di lavoro dovrebbero abbandonare i vecchi pregiudizi sui gap di carriera: “Queste pause spesso riflettono una crescita personale, l’acquisizione di nuove competenze o cambiamenti di vita necessari, non una mancanza di ambizione o capacità”.
Ecco perché consiglia ai datori di lavoro di rivedere le loro pratiche di selezione e di concentrarsi sulle competenze e sul potenziale dei candidati, anziché penalizzarli per i “buchi” nel Curriculum. A chi cerca lavoro, invece, suggerisce di essere trasparente, valorizzare il tempo di inattività e presentarlo come un’opportunità di crescita personale.
Istat: a luglio 2025 l’occupazione sale e la disoccupazione cala
Dall’altro lato ci sono i dati Istat sull’occupazione (relativi a luglio 2025) che offrono un quadro positivo. Il numero di occupati è cresciuto di 13mila unità su base mensile e di 218mila rispetto a un anno fa, portando il tasso di occupazione al 62,8%.
Contemporaneamente, il tasso di disoccupazione scende al 6,0% (un calo di 0,3 punti percentuali su giugno), mentre quello giovanile si attesta al 18,7% (-1,4 punti). L’aumento degli occupati riguarda in particolare uomini, dipendenti a tempo indeterminato e a termine, e le fasce d’età 15-24 e 35-49 anni. Diminuiscono, invece, le donne, gli autonomi e le altre classi d’età.
Il report trimestrale conferma il trend: tra maggio e luglio 2025, il numero di occupati è aumentato di 51mila unità rispetto al trimestre precedente. Anche se il mercato del lavoro mostra una dinamicità e una flessibilità che si riflettono nei “gap” di carriera, i numeri complessivi dell’occupazione indicano una crescita costante.






