01 Settembre 2025
ANAFePC su infermieri di Famiglia: in Sicilia formazione a rischio

ANAFePC (Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura), lancia l’allarme: la Sicilia rischia di creare una sanità debole. L’associazione chiede alla Regione l’attivazione di un master universitario e il successivo riconoscimento del titolo
L’Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura (ANAFePC) lancia un avvertimento alla Regione Siciliana, chiedendo che si allinei al resto d’Italia per la formazione degli Infermieri di Famiglia e di Comunità. L’associazione critica la decisione dell’Assessore alla Salute, Daniela Faraoni, di attivare corsi regionali e di considerare il master universitario solo come un titolo “preferenziale”.
Il rischio di una sanità debole
L’ANAFePC ribadisce che il master universitario di 1.500 ore è il percorso più qualificante e coerente con le normative nazionali (come il DM 77/22). “La Sicilia rischia di essere l’unica regione a non offrire ai suoi infermieri questa opportunità accademica, privandoli di un titolo che oggi è un elemento distintivo nelle selezioni e per la carriera”, sottolinea l’associazione in una nota stampa.
Mentre molte altre regioni italiane hanno già attivato questo tipo di master in atenei prestigiosi come la Sapienza di Roma o l’Università di Parma, e altre sono in via di attivazione, in Sicilia l’offerta formativa non decolla. L’associazione teme che si possa creare una disparità tra i professionisti che operano nello stesso Servizio Sanitario Nazionale.
“Siamo consapevoli che Agenas abbia indicato il master come ‘preferenziale’. Ma proprio per questo ci aspettiamo che una Regione ambiziosa scelga la via dell’eccellenza, non dell’accontentarsi”, prosegue l’ANAFePC. “Il rischio è quello di creare una sanità territoriale debole, con una figura professionale svilita”.
Disponibilità a collaborare
L’ANAFePC si dice pronta a collaborare con la Regione e le Università siciliane per progettare e attivare percorsi formativi autorevoli. “La qualità richiede visione, volontà politica e investimento culturale”, conclude l’associazione, che invita la politica ad agire per garantire un servizio sanitario di alto livello.






