25 Agosto 2025

Sanità a Catania: Cisl ed FNP chiedono un piano integrato

Sanità a Catania: Cisl ed FNP chiedono un piano integrato

Cisl e Fnp Catania presentano un dossier al Tavolo della Salute con quattro proposte per migliorare e integrare la sanità, dal 118 ai privati accreditati

 

Catania – La Cisl e la Fnp di Catania hanno presentato un dossier al Tavolo della Salute dell’ASP di Catania con quattro proposte per riorganizzare la sanità provinciale. L’obiettivo è creare un modello integrato, sostenibile e che metta al centro i bisogni dei cittadini. Il documento analizza vari aspetti, dal sistema 118 all’assistenza territoriale, fino ai privati accreditati e alla tutela dei lavoratori.

Un’alleanza per la sanità

Le proposte di Cisl e Fnp arrivano dopo un recente incontro con l’ASP di Catania, dove si è discusso l’evoluzione della sanità locale, con un’attenzione particolare ai servizi digitali e all’implementazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). “La Cisl di Catania monitora con attenzione le iniziative dell’ASP e apprezza lo sforzo per far avanzare la riforma sanitaria,” spiegano Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, e Giacomo Giuliano, segretario generale della Fnp Cisl etnea.

I due segretari sottolineano che il piano di riorganizzazione deve superare le attuali inefficienze e frammentazioni. “Le nostre proposte nascono dalla nostra visione di un sistema sanitario sostenibile, che risponde in modo efficace alla crescente richiesta di cure, soprattutto per i pazienti fragili e con patologie croniche”.



 

Le quattro proposte chiave

 

  1. Integrare il sistema 118 nella rete sanitaria: Oggi il 118 soffre di precarietà strutturale e organizzativa. Deve diventare parte integrante della rete ospedaliera e della medicina di prossimità, superando l’attuale separazione operativa. È fondamentale che la programmazione sanitaria regionale e provinciale includa il servizio del 118 e ne valorizzi il ruolo strategico.
  2. Rafforzare l’assistenza sul territorio: La medicina territoriale deve diventare il perno della gestione dei pazienti cronici, evitando di sovraccaricare gli ospedali. È necessario potenziare le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) e l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata), valorizzando il lavoro di squadra dei medici di base e la continuità assistenziale. Servono risorse e modelli organizzativi omogenei in tutta la provincia.
  3. Includere i privati accreditati: I posti letto dei privati accreditati rappresentano una parte importante del sistema sanitario. La revisione in corso deve tenerne conto, coordinandoli con l’offerta pubblica in modo trasparente e programmato. Serve un confronto per definire criteri condivisi per la loro integrazione.
  4. Tutelare il lavoro nei servizi accreditati: È essenziale avviare una riflessione sull’accreditamento degli enti privati che gestiscono servizi socio-sanitari. Oltre alla trasparenza, è necessario garantire i diritti dei lavoratori, che svolgono una funzione strategica. Bisogna affrontare questioni come l’obbligo di applicare i CCNL di settore, la formazione del personale e la clausola sul conflitto di interessi.

“Questi elementi sono indispensabili per evitare divisioni nel mondo del lavoro sanitario e assicurare trattamenti omogenei, dignità e qualità nei servizi offerti”, concludono Attanasio e Giuliano.

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