22 Agosto 2025

A Giardini Naxos il disservizio turistico è “social”

A Giardini Naxos il disservizio turistico è “social”

Strisce blu solo a monete, niente app, abbonamenti cari. E sui social esplode la rabbia per sporcizia e servizi assenti a Giardini Naxos

 

Una serata d’estate a Giardini Naxos può trasformarsi in una piccola odissea, soprattutto se si deve fare i conti con le strisce blu.



Dopo aver parcheggiato l’auto e pagato con le monete rimaste in borsa, ho notato un signore in difficoltà: senza spiccioli, non riusciva a completare il pagamento. La colonnina non accettava il bancomat, nonostante il cartello indicasse la possibilità di utilizzare carte di credito e di debito.

Colonnine inabili al bancomat

La mia sosta si è poi prolungata e, per evitare la multa, ho cercato una nuova colonnina. Stessa scena: anche lì niente possibilità di pagare con il bancomat. Possibile che tutte le macchinette, attivate da poco più di un mese, siano guaste allo stesso modo? E come mai nessuno provvede a sistemarle?

Per cambiare i soldi mi sono rivolta a una pizzeria del centro. La cassiera mi ha spiegato che il problema riguarda tutti: automobilisti e commercianti. Chi deve parcheggiare non trova monete, chi lavora si ritrova a dover scambiare banconote che non ha e che neppure le banche forniscono. “Le colonnine funzionano solo con le monete, dall’inizio – ha detto la cassiera –. Ma perché pubblicizzare i pagamenti elettronici se poi non sono abilitati? Viene da chiedersi se non sia un modo per eludere i controlli e incassare in nero”. E magari anche per poter fare nuove multe…

Il dubbio resta, e non è l’unico. Perché da quest’anno non si può più pagare con la app che fino all’estate scorsa era attiva? E perché non è più necessario inserire la targa del veicolo durante il pagamento?

Bisogna anche ricordare che la legge prevede che al numero di parcheggi a pagamento corrisponda lo stesso numero di stalli gratuiti con strisce bianche: accade a Giardini Naxos? O i borghi turistici ne sono esclusi?

Alla fine ho preferito spostare l’auto e usufruire del posto privato di un amico. Ma chi non ha alternative? Deve rassegnarsi a rischiare la multa?

Il giorno successivo ho cercato informazioni sul sito del Comune. Lì ho trovato la possibilità di pagare le strisce blu tramite PagoPA (tra l’altro non pubblicizzata nella segnaletica verticale accanto alle strisce blu), ma la formula minima proposta è quella di un abbonamento di 20 euro, quando la tariffa oraria è di 2 euro. Una spesa sproporzionata per chi deve fermarsi soltanto un’ora.

La denuncia sui social: “Spiagge sporche e discariche”

E mentre si moltiplicano i dubbi sulla gestione dei parcheggi, dai social arriva un altro campanello d’allarme. Sulla pagina Facebook “Giardini Naxos x tutti” un utente, il 20 agosto, scrive:
“Spiagge sporche. Docce inesistenti, rimosse quelle dello scorso anno. Fontanelle chiuse. Obbligati ad andare nei lidi? Ok, 30 euro ombrellone e lettino. Però se passeggio direzione chiesa di San Giovanni c’è una discarica aperta. Una fogna. L’amministrazione lo sa? Interviene? Ok, decido di andare a Isolabella, alla fermata turisti. Sporcizia da non potersi sedere. Ritardo e va bene. Va bene così. Ma il cartello scritto a penna, no! Davvero! Ma come si fa a dire che dobbiamo vivere di turismo? Ma quale turismo?”

Un grido di frustrazione che si aggiunge a quello degli automobilisti. Colonnine che funzionano solo a monete, app disattivate, abbonamenti esosi, spiagge e servizi carenti: il quadro che emerge è quello di una località turistica piegata da problemi quotidiani.

E allora la domanda resta aperta: si tratta solo di disorganizzazione o c’è un sistema scientifico che penalizza cittadini e turisti?

Monica Adorno

Monica Adorno

Giornalista pubblicista da 25 anni, mi occupo di economia politica, comunicazione per enti del terzo settore ma anche di medicina e salute. Da due anni sono anche mediatore civile