20 Agosto 2025
Omelia di don Giulio Albanese ai funerali di Pippo Baudo

Omelia di don Giulio Albanese ai funerali di Pippo Baudo a Militello: fede, speranza e ricordo di un uomo generoso, simbolo per l’Italia intera
Cari fratelli e care sorelle, per maggior rispetto al protocollo avrei dovuto iniziare dicendo “Signor Presidente, Signori Ministri, Autorità civili e militari”. Ma è evidente che, in questa circostanza, siamo tutti insieme come popolo di Dio, riuniti per affermare una fraternità di cui il compianto Pippo è stato testimone esemplare.
Questa cittadina è orgogliosa dei semi di bene e di verità che egli ha sparso nel corso della propria vita, rendendo onore non solo a Militello e alla Sicilia, ma all’Italia intera. Allo stesso tempo, però, ognuno di noi è chiamato a operare un sano discernimento alla luce di quanto è avvenuto in questi giorni, con il dies natalis del nostro amato Pippo Baudo, che per certi versi è stato l’uomo più celebre d’Italia. Egli è entrato nelle case degli italiani raccontando, con garbo e competenza, la storia del nostro Paese dal dopoguerra a oggi.
Siamo qui per rendere l’ultimo saluto terreno, nella luce della fede che ci raduna. La liturgia esequiale ci invita a non vivere questo momento come un distacco senza ritorno, ma come un passaggio, un arrivederci nella speranza della risurrezione: il trionfo della vita e del bene sulla morte e sul peccato.
L’atmosfera che si respira oggi è di partecipazione e di affetto. È stata commovente l’accoglienza che Militello ha riservato a Pippo, con cittadini giunti anche da altre località. La gente lo ha riconosciuto come modello e punto di riferimento, in una società spesso inquinata da tanti “virus”. Con la sua condotta, Pippo ha dimostrato di affermare il bene, la gratuità, il dono di sé, soprattutto verso i poveri.
Come ci ricorda San Paolo: “Se uno soffre, tutte le membra soffrono insieme; se uno è onorato, tutte le membra gioiscono con lui”. Oggi soffriamo per la sua perdita, ma confidiamo nella consolazione del Signore.
Di fronte a noi ci sono due libri. Il primo è quello racchiuso nel feretro: la vita terrena di Pippo, fatta di giorni, di fatiche, gioie e fragilità. Il secondo è la Parola di Dio, che illumina questo mistero. Nella Scrittura leggiamo che “le anime dei giusti sono nelle mani di Dio”: chi confida nel Signore non muore per sempre.
Il Vangelo delle Beatitudini, proclamato oggi, ci ricorda che non sono beati i potenti, ma i poveri in spirito, i miti, i misericordiosi, i puri di cuore. Pippo ne ha colto il senso profondo, soprattutto nel tempo della sua infermità. La sua vita è stata “pane spezzato”: non solo programmi e applausi, ma anche generosità, vicinanza, rapporti sinceri. Molti lo ricordano come uomo discreto, pronto ad aiutare senza clamore. Poco prima di morire mi confidò: “Il successo da solo non basta a rendere felici”. Una verità che risuona con il Vangelo.
Il senso della giustizia ha accompagnato Pippo anche nelle battaglie civili, soprattutto nel coraggio con cui si è espresso contro la mafia, sempre cercando la legalità.
Fratelli e sorelle, le esequie non sono solo un gesto di affetto, ma un atto di fede. Ci ricordano che non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura. Per questo, anche nel dolore, possiamo dire: “In Te, Signore, ho posto la mia speranza”.
Negli ultimi giorni, ho avuto la grazia di accompagnarlo spiritualmente. È stato commovente il momento in cui gli ho potuto amministrare i sacramenti: mi ha ripetuto tre volte “grazie, grazie, grazie”. È il segno della grazia che vince la morte.
Oggi piangiamo, ma non come chi non ha speranza. Crediamo che Pippo ora sia nell’abbraccio del Padre. Preghiamo per i suoi familiari – la figlia Tiziana, il figlio Alessandro, i nipoti Nicolas e Nicole – e per Dina, che gli è stata accanto come un vero angelo custode.
La morte non ha vinto. In Dio i giorni che a noi sembrano perduti fioriscono in eternità. La Vergine Maria, Madre di Misericordia, accompagni Pippo a Cristo, e doni a noi la forza di vivere nell’attesa, affinché anche il nostro pianto diventi seme di speranza e promessa di vita eterna.
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