14 Agosto 2025
UGL: “Servizio idrico a Catania vicino al collasso”

UGL denuncia perdite del 70%, depurazione inefficiente e stallo politico sul gestore unico dell’acqua a Catania
Catania – Rete idrica vetusta, perdite record, depurazione inefficiente e incertezza sul gestore unico: per la UGL di Catania il servizio idrico provinciale è “al collasso” e rischia di trasformarsi in una crisi economica, ambientale e occupazionale.
«Le perdite raggiungono il 70% – denuncia Giovanni Musumeci, segretario territoriale della UGL – e da anni chiediamo interventi strutturali senza risultati. Le tariffe continuano a salire, aggravate dalla siccità, mentre sul piano politico si registra uno stallo nell’attuazione delle norme sulla gestione unitaria del servizio».
Il segretario provinciale della UGL Chimici, Carmelo Giuffrida, avverte sul fronte occupazionale: «La transizione verso il gestore unico deve prevedere un piano di salvaguardia per i lavoratori, che possiedono competenze essenziali. Mettere a rischio queste professionalità significherebbe indebolire un sistema già fragile».
A preoccupare sono anche le dichiarazioni del Commissario unico alla depurazione, Fabio Fatuzzo, che ha sollevato dubbi sulla solidità economica e organizzativa di SIE, il futuro gestore unico. Attualmente, solo pochi Comuni sono passati a SIE, mentre le società più grandi dovrebbero confluire a partire da marzo 2026.
Secondo la UGL, questo ritardo potrebbe comportare la perdita di finanziamenti e il rischio che a molti lavoratori non vengano riconosciuti livelli e qualifiche, con particolare penalizzazione per chi è stato stabilizzato dopo il 2021.
Sul piano ambientale, resta irrisolta la questione della depurazione, con impianti non adeguati alle normative europee e costi elevati per i cittadini, chiamati a pagare le infrazioni comunitarie.
La UGL Catania e la UGL Chimici chiedono una strategia urgente per garantire un servizio efficiente e sostenibile, proteggere le risorse idriche e tutelare l’occupazione. «Non possiamo affrontare un’altra estate con gli stessi problemi di sempre – concludono Musumeci e Giuffrida – è il momento di passare dalle parole ai fatti, prima che la crisi diventi irreversibile».






