07 Agosto 2025
Siracusa, scoperta frode fiscale da 1,5 milioni nel settore agrumi

Scoperta a Lentini una frode fiscale da oltre 1,5 milioni: coinvolti un imprenditore agricolo e una società “cartiera” usata per false fatture e evasione IVA
Siracusa – La Guardia di Finanza di Siracusa ha smascherato una complessa frode fiscale da oltre 1,5 milioni di euro, architettata attorno a una società cartiera formalmente attiva nel settore agricolo, ma in realtà priva di sede operativa, mezzi, dipendenti e qualsiasi reale attività.
L’indagine, durata più di un anno e condotta dalla Tenenza di Lentini, è partita da un controllo su omessi versamenti di contributi previdenziali. Da lì, i finanzieri hanno ricostruito un sistema fraudolento fondato sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti a beneficio di un’unica azienda agricola, specializzata nella raccolta e commercializzazione di agrumi.
La società cartiera, intestata a un cittadino rumeno e domiciliata presso la sua abitazione, non possedeva né terreni né mezzi, ma aveva formalmente assunto decine di operai, impiegati in realtà direttamente dall’imprenditore agricolo, vero organizzatore della frode.
Il meccanismo prevedeva che la società fittizia emettesse fatture all’agrumicoltore per i servizi di raccolta, applicando l’IVA al 22%. In questo modo, l’imprenditore poteva detrare indebitamente l’IVA e scaricare su un soggetto terzo i debiti contributivi per i lavoratori impiegati.
Un elemento chiave dell’inchiesta è stato il tracciamento dell’indirizzo email del reale dominus, presente all’interno delle dichiarazioni fiscali della cartiera. Inoltre, è emerso che il conto corrente intestato alla società fittizia era in realtà gestito personalmente dall’imprenditore, che lo usava per spese private e attività estranee all’agricoltura.
Il guadagno illecito ottenuto attraverso la frode fiscale è stato stimato in circa 300.000 euro. Su disposizione della Procura della Repubblica, la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo su disponibilità bancarie e postali, fondi comuni d’investimento gestiti da una società milanese, automezzi di valore e terreni riconducibili all’indagato.
Agli indagati – tra cui il reale amministratore di fatto e il prestanome – sono contestati i reati di cui agli articoli 2 e 8 del D.Lgs. 74/2000, relativi all’emissione e utilizzo di fatture false, oltre a violazioni in materia di contributi previdenziali.
Le indagini sono tuttora in corso per accertare ulteriori responsabilità e verificare il coinvolgimento di altri soggetti nel meccanismo illecito.
Come sempre, si ricorda che le persone coinvolte sono da considerarsi presunte innocenti fino a una eventuale condanna definitiva.




