07 Agosto 2025
CIMEST: “Grave attacco alla sanità specialistica siciliana”

Il CIMEST denuncia l’impugnativa del Governo nazionale: penalizzate le strutture accreditate e a rischio i Livelli Essenziali di Assistenza in Sicilia
Il Coordinamento Intersindacale della Specialistica Ambulatoriale Territoriale (CIMEST), per voce del presidente Salvatore Calvaruso, esprime profonda preoccupazione e indignazione per l’impugnativa del Consiglio dei Ministri contro una norma approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana nella manovra finanziaria bis di giugno 2025.
La norma prevedeva lo stanziamento di 15 milioni di euro, proposto dal Governo Schifani, per sostenere la specialistica ambulatoriale accreditata e contrattualizzata con il Servizio Sanitario Regionale, in particolare nelle branche di fisioterapia e analisi di laboratorio. L’obiettivo era aggiornare tariffe ferme da oltre 25 anni, mai adeguate all’inflazione, garantendo maggiore equità e qualità dei servizi.
L’impugnativa blocca un intervento strutturale atteso da anni, con gravi conseguenze per le strutture accreditate che garantiscono il 70% delle prestazioni ambulatoriali regionali, comprese attività salvavita come dialisi e radioterapia. A queste realtà, infatti, vengono destinati solo 482 milioni di euro su un totale di oltre 1,3 miliardi, mentre il pubblico continua ad assorbire la quota maggiore nonostante il principio di parità tariffaria sancito dal DPCM 12 gennaio 2017.
Secondo il CIMEST, l’azione del Governo nazionale è ingiustificata, priva di fondamento costituzionale e penalizza la Sicilia con il pretesto del Piano di rientro sanitario. La Regione, invece, ha agito con responsabilità e legittimità per correggere un evidente squilibrio.
Il CIMEST lancia un appello al Presidente Renato Schifani: servono scelte coraggiose. Si chiede la fuoriuscita dal Piano di rientro, come già fatto dalla Campania, e l’adozione urgente di una norma regionale alternativa che permetta di sostenere le strutture accreditate.
“La sanità siciliana è al collasso – conclude il CIMEST – e le strutture accreditate non sono fornitori privati, ma erogatori di un servizio pubblico essenziale. Senza di loro, i LEA non possono essere garantiti. È il momento della responsabilità istituzionale”.




