05 Agosto 2025

Finalmente pronta “piazza Santa Marta”

Finalmente pronta “piazza Santa Marta”

Finalmente pronta piazza Santa Marta. Abbattuto il brutto edificio dell’ex Ospedale, realizzato un nuovo e ampio spazio di aggregazione nel centro storico, a pochi metri da piazza Dante, con verde e aree attrezzate

Un appalto da quasi 1,3 milioni di euro realizzato con un anno di ritardo. Poco male, tutto sommato, considerati i ritardi spesso biblici di alcune opere pubbliche, che – non è raro – a volte restano delle eterne incompiute. Ma, alla fine, tra polemiche, sul progetto iniziale, redatto dall’architetto Giuseppe Scannella, che presentava delle “criticità”, poi eliminate, dopo il pressing di associazioni e di opinion leaders cittadini, la provvisoriamente “piazza Santa Marta” sarà consegnata presto alla città. I lavori, voluti dalla Regione, hanno consentito di abbattere il brutto edificio che costituiva l’ala nuova dell’ormai ex Ospedale Santa Marta, realizzato tra la fine degli anni 60 e 70, quando servivano nuovi spazi per pazienti, ambulatori e medici, e di consentire la riscoperta del sobrio, ma elegante edificio settecentesco di scuola vaccariniana, che in modo più armonioso si inserisce nel contesto urbanistico dell’area, la parte alta di via di Sangiuliano, a pochi metri da piazza Dante. Edificio destinato a ospitare, in modo più dignitoso e consono, la Soprintendenza ai beni culturali, attualmente relegata in un anonimo palazzone a pochi metri dal corso Sicilia.

La grande area attrezzata con area fitness, giochi per bambini, fontane, jacarande e carrubi, dovrebbe diventare un luogo di aggregazione, di riposo e svago per cittadini e turisti che, sempre più numerosi, scoprono il centro storico post ricostruzione, non solo per la qualità dei tanti locali di ristorazione, ma anche per visitare luoghi di pregio architettonico e contenitori culturali, come l’ex monastero benedettino.



Inutile nascondere che, alla vigilia dell’inaugurazione, non poche perplessità sono state espresse sul futuro della piazza. In primo luogo sulla qualità dei materiali usati e sulla loro durata all’usura del tempo e dei fruitori. Il caso della ex piazza Duca di Genova, ormai Cardinale Pappalardo, è più che evidente e ce ne siamo occupati anche di recente. E anche eventuali imperfezioni progettuali potrebbero manifestarsi man mano che lo spazio sarà vissuto. Toccherà poi al Comune vigilare, per quanto possibile, affinchè non tutto venga vandalizzato in poche ore e, soprattutto, sia mantenuto il decoro di un’area e di un progetto costato, come abbiamo detto, alla casse regionali ben più di un milione di euro.

Daniele Lo Porto

 

redazione

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