02 Agosto 2025
Lite condominiale sfocia in tentato omicidio mafioso

Lite condominiale degenera in tentato omicidio a Catania: arrestati una donna e un uomo accusati di aggressione armata e violenza con metodo mafioso.
l 1° agosto 2025, su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 30 luglio dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, nei confronti di una donna di 34 anni e di un uomo di 26 anni.
Secondo quanto emerso dalle indagini — nel rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva — entrambi sono gravemente indiziati di reati gravi:
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la donna è accusata di tentato omicidio aggravato, per futili motivi, per aver approfittato di circostanze tali da ostacolare la difesa della vittima e per aver agito alla presenza delle proprie figlie minori;
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l’uomo è accusato di violenza privata aggravata, sempre per futili motivi, per le modalità dell’azione e per aver agito con metodo mafioso.
Il provvedimento è frutto di indagini coordinate dalla Procura e condotte dalla III Sezione Investigativa della Squadra Mobile (“Reati contro la persona, sessuali e in pregiudizio di minori”), avviate dopo il ferimento di una giovane donna catanese, avvenuto la sera del 20 luglio. La vittima si era presentata in codice rosso al Pronto Soccorso dell’ospedale “Garibaldi Centro”, con ferite da arma da taglio alla spalla sinistra, all’avambraccio destro e al collo, zona particolarmente delicata per la presenza di importanti vasi sanguigni, la cui lesione può causare una rapida morte.
L’attività investigativa — basata su intercettazioni, analisi di video e audio, testimonianze e dichiarazioni della persona offesa — ha ricostruito l’accaduto: tutto sarebbe iniziato da una banale lite condominiale, durante la quale l’uomo avrebbe aggredito verbalmente la vittima e fisicamente un suo ospite, costringendolo ad andarsene. Avrebbe poi minacciato la donna con gravi ritorsioni, allo scopo di farle abbandonare l’abitazione, vantando la propria appartenenza al clan mafioso “Cappello-Carateddi” e la disponibilità di armi.
La situazione sarebbe ulteriormente degenerata quando la 34enne, in maniera improvvisa e violenta, ha accoltellato la giovane donna più volte dall’alto verso il basso, colpendola in modo insidioso e rapido. Bloccata da alcuni presenti dopo aver visto il sangue copiosamente fuoriuscire dalla vittima, avrebbe comunque ripreso l’aggressione pochi istanti dopo, esprimendo verbalmente l’intento di uccidere. Tali parole sarebbero state registrate da un sistema di videosorveglianza, confermando la volontà omicidiaria.






