01 Agosto 2025
La plastica è la minaccia silenziosa dei nostri mari

Ogni anno tonnellate di plastica finiscono ovunque — ma ovunque, alla fine, porta al mare. E la Sicilia non fa eccezione
Le spiagge della nostra isola, tesori di biodiversità e bellezza naturale, sono spesso invase da bottiglie, contenitori, stoviglie monouso, tappi e reti da pesca abbandonate. Rifiuti che non arrivano solo dalle imbarcazioni, ma in gran parte trasportati dai fiumi: nel Catanese in particolare il Dittaino e il Simeto. Fiumi sui quali sarebbe urgente avviare grandi progetti ambientali, come l’installazione di barriere galleggianti alle foci, per intercettare e rimuovere i rifiuti prima che finiscano in mare aperto.
L’inquinamento da plastica è diventato una vera emergenza ambientale e sociale. Plastic Free Onlus, l’associazione con cui collaboro come referente per la provincia di Catania, è in prima linea nella tutela del territorio, portando avanti azioni concrete di sensibilizzazione, raccolta rifiuti e collaborazioni con gli Enti pubblici. Nell’ultimo anno e mezzo, solo in Sicilia, l’associazione ha realizzato:
215 clean-up con il coinvolgimento di 6.749 volontari, rimuovendo ben 126.864,70 kg di rifiuti, coinvolgendo 116 scuole e sensibilizzando 7.940 studenti e organizzando 31 iniziative pubbliche, che hanno raggiunto 3.161 persone (dati aggiornati dal 1° gennaio 2024 ad oggi).
La plastica monouso, ancora oggi troppo diffusa, rappresenta oltre il 70% dei rifiuti che raccogliamo durante i nostri clean-up. Le conseguenze sono devastanti: tartarughe, gabbiani, pesci e cetacei ingeriscono frammenti di plastica scambiandoli per cibo, spesso con esiti fatali. Proprio per questo l’associazione ha promosso, in tanti comuni italiani, un’ordinanza contro il lancio di lanterne e palloncini, una fonte subdola e pericolosa di inquinamento: sono già 106 i Comuni che l’hanno adottata, tra cui Caltagirone, in provincia di Catania.
Ma a essere colpiti non sono solo gli animali. Anche gli ecosistemi marini subiscono alterazioni profonde, con ricadute sull’intera catena alimentare.
“Ogni uomo, oggi, ingerisce la quantità di una card plastificata a settimana.” Una frase che rende l’idea della portata del problema: l’inquinamento da plastica è anche un problema di salute pubblica.
Il 16 luglio scorso, Plastic Free ha portato la questione direttamente al Parlamento Europeo: il presidente Luca De Gaetano, insieme ad altri rappresentanti, ha incontrato Antonio Decaro, presidente della Commissione Ambiente, per discutere la necessità di regolamentare i limiti di nanoplastiche nei cibi. L’associazione ha chiesto che, sulle etichette alimentari, venga indicata la quantità di nanoplastica presente nel prodotto.
Non possiamo più rimandare. Serve una presa di coscienza collettiva. Ridurre la plastica, educare al rispetto dell’ambiente e sostenere chi ogni giorno si impegna per il cambiamento è un dovere civico.
Ogni piccolo gesto, ogni azione, ogni parola conta.
E mai come oggi, serve passare dalle parole ai fatti.






