26 Luglio 2025

Trantino: “Catania può essere una città normale”

Trantino: “Catania può essere una città normale”

“Se non ho la pretesa di pensare che le soluzioni che abbiamo immaginato siano quelle assolutamente vincenti, allo stesso modo credo potremo concordare che quello finora sostenuto non è un modello che possa ancora reggere

L’alto numero di veicoli è la causa della congestione del traffico, della sosta selvaggia, dell’occupazione con le auto di marciapiedi, con compressione dei diritti di quei catanesi che vorrebbero godere una migliore qualità di vita (per non parlare di chi ha limitazione di movimento e che trova difficoltà a percorrere le strade cittadine).

Come confermato da plurimi studi, sono tre le linee d’azione su cui incardinare la pianificazione

Avviare iniziative volte a scoraggiare l’uso delle autovetture private; Incentivare i mezzi alternativi di trasporto pubblico; Incoraggiare un cambiamento sul modo in cui percepiamo i nostri diritti sull’uso dell’auto privata.

È tempo di diventare più consapevoli sui diversi vincoli che abbiamo, una volta che usiamo le auto private nei centri urbani

 Secondo una visione proiettata al futuro, la soluzione ottimale potrebbe essere quella di prevedere un perimetro coperto da telecamere, all’interno del quale si possa accedere solo con auto a pieno carico (almeno tre passeggeri a bordo, con dispositivi di I.A. che compiano la verifica). E stalli blu a maggiore costo, con diminuzione degli importi per le zone meno centrali.



Nel presente, molti chiedono se siano legittimi il numero di soste a pagamento in rapporto ai parcheggi liberi

Preciso subito si può fare in forza di una delibera di una precedente amministrazione (credo fine anni ’90) che ha stabilito che tutta la città a sud della circonvallazione è area ad alto traffico, che non deve rispettare più la proporzione. In ogni caso, se si aumentassero le soste libere aumenterebbero il numero di veicoli, producendo un risultato opposto rispetto a quello che intendiamo conseguire sulla riduzione del traffico veicolare. Si tratta – per chi viene al centro – di compiere scelte diverse, utilizzando i mezzi pubblici, o condividendo la stessa auto (e i costi) con più soggetti.

Capisco creerà nuove misure adattative, ma l’unica alternativa sarebbe consentire di posteggiare dove si vuole, senza rispetto per chi desidera vivere in una città evoluta, a misura di regole

D’altra parte, per come anticipato, non è affatto vero che non vi siano parcheggi. In gran parte sono privati; ma in attesa si realizzino quelli pubblici (già programmati), i costi potrebbero essere divisi, organizzandosi tra chi si conosce o con le applicazioni utilizzate da migliaia di ragazzi in nord Italia, anche come opportunità per stringere nuove relazioni.

C’è poi il tema dei residenti, che possono fruire di tariffe agevolate, ma di un solo abbonamento per famiglia

Se partiamo dalle premesse già messe a fuoco – alto numero di veicoli e ridotta propensione alla circolazione a piedi – comprendiamo come la speranza di chi amministra è che in una città che vuole funzionare sugli standard di tutte quelle che guardiamo come riferimenti, si cominci a pensare che vivere al centro è una straordinaria opportunità, che dovrebbe far cominciare a pensare se sia il caso disporre di più di un’auto.

Non mi permetto di chiedere che siate d’accordo con noi, ma chi desidera utilizzare più di un veicolo deve capire che si devono trovare aree di sosta differenti come autorimesse (come facevo io quando abitavo in via Etnea); anche perché l’alternativa sarebbe sempre il mantenimento – se non l’aggravamento – dello status quo, che non possiamo più sostenere.

Sulla questione di soste brevi gratuite stiamo lavorando con il consiglio comunale per una soluzione percorribile

Un’ultima considerazione. Viviamo in una città incredibile: per condizioni meteo e distanze, la potremmo percorrere ogni giorno a piedi o in bicicletta. Dato il limitato numero di giorni di pioggia, con motoveicoli (stiamo prevedendo l’aumento degli stalli, e le ganasce per le auto chi li occupano). C’è proprio bisogno di utilizzare l’auto? Io, per esempio, ogni giorno circolo con il mio scooter (che non è autorizzato a accedere a ZTL o aree pedonali). In caso di pioggia, prendo l’auto, la lascio allo studio o nei parcheggi scambiatori, e utilizzo l’autobus o la metropolitana.

È sempre e solo una questione di equilibrio tra punti di vista differenti

Se inizialmente rinunciamo a qualcosa, la città ne godrà facendo quel salto che hanno compiuto tutte le realtà che hanno investito su un nuovo modello di mobilità. È solo una questione di adattamento che richiede piccolissimi sforzi, di gran lunga inferiori ai benefici che otterremo. Si può fare”.

di Enrico Trantino, sindaco di Catania

redazione

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