15 Luglio 2025

L’epigrafe di Iulia Florentina ritorna a Catania

L’epigrafe di Iulia Florentina ritorna a Catania

L’epigrafe di Iulia Florentina, è stata già esposta nel 2008 in occasione della mostra temporanea “Agata Santa”, nella Chiesa di San Francesco Borgia

In questi giorni, a più riprese, in diversi quotidiani è stata presentata l’inaugurazione della mostra che sarà allestita all’interno delle sale del Museo diocesano per accogliere in modo permanente l’epigrafe detta di Iulia Florentina. Quando nel 2008 il Museo Diocesano accolse per la prima volta l’epigrafe dopo circa trecento anni dal suo ritrovamento ed esposta all’interno della sezione archeologica della mostra temporanea “Agata Santa”, allestita nella Chiesa di San Francesco Borgia in via Crociferi, alcuni amici del Museo posero una questione di grande spessore e di equilibrata ricerca culturale: l’epigrafe va decodificata secondo i paradigmi della “Res gestae” ovvero dell’”Historia rerum gestarum”?
Gli amici avevano già pianificato una serie di incontri culturali per rispondere alle diverse tematiche. Però a causa delle dimissioni dell’allora direttore, tutto rimase in epochè. Potrebbe essere interessante allora riprendere nello specifico tali tematiche per dare le giuste risposte.
Viceversa, come asseriscono Foucault-Lyotard-Derrida, il rischio potrebbe essere l’evanescenza dell’io-penso destrutturato dai maestri del sospetto Marx-Nietzsche-Freud. Ne conseguirebbe un’attenzione quanto meno svagata dei possibili e sperabili fruitori della mostra.
Foucault, infatti, afferma – in “Le parole e le cose” – che dalla destrutturazione dell’io-penso discende la difficoltà di pronunciare la parola Storia. Il soggetto destrutturato rende vana la parola Storia poiché il significato del termine necessita che esca dal ghetto del nominalismo – nuda nomina tememus – per entrare a buon diritto nel crocevia interdisciplinare dell’Unità del Sapere.
Pertanto onde evitare risibile e stucchevole autoreferenzialità occorrerebbe un approccio all’insegna dell’Unità del Sapere, di cui il Museo diocesano fu sin dai primordi vessillifero in una miriade di eventi a livello nazionale, in cui il significato del termine Storia sarebbe solo un aspetto.

Nino Rapisarda



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