14 Luglio 2025

Legalità e povertà: nodo sempre più stretto

Legalità e povertà: nodo sempre più stretto

Legalità può valere come qualità (della vita)? O è sempre più stretto il legame con la povertà?

Dai dati del 7° report della Caritas diocesana di Catania presentato nei giorni scorsi, emerge un quadro complesso delle molteplici forme di povertà.

Ogni giorno nel corso del 2024, circa 350 persone hanno chiesto aiuto all’Help Center della Caritas di Catania – nel 2023 erano state circa 300 –. Oltre 15mila interventi di aiuto strutturato, 4mila in più dell’anno precedente.



povertà a Catania, i dati Caritas

L’utente medio è per lo più italiano (51%), uomo (70%), disoccupato in cerca di prima occupazione (77%) e con bassa scolarizzazione (il 51,3% ha solo la licenza media inferiore, il 14% quella elementare). Il 5,5% non ha titoli di studio e il 2,4% è analfabeta.

 Interventi di aiuto effettuati grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica e alle donazioni private. NelReport “Un cuore che vede dove c’è bisogno d’amore” realizzato dall’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse della Caritas di Catania si leggono diverse necessità, incluse il pagamento delle utenze o l’acquisto di farmaci.

Sono 6.212 le persone (88% italiane) aiutate dalle 37 parrocchie dell’Arcidiocesi di Catania partecipanti al report. A queste realtà, si aggrega anche il dato della Caritas vicariale di Paternò, che include altre 8 parrocchie e 785 famiglie supportate con aiuti alimentari e contributo utenza.

povertà a Catania, i dati Caritas

Le parole di monsignor Luigi Renna:Scoprire la bontà del povero, apprezzare la sua cultura, sono compiti ben più profondi di quelli di dargli un abito o un pasto caldo o accoglierlo in un luogo sicuro. Questo sguardo di amore fa sì che il povero si senta ‘a casa sua’, in quella Chiesa che siamo noi, in quella primizia di quel regno di Dio in cui i poveri hanno certamente il primo posto”, dovrebbero smuovere le coscienze collettive ed essere tradotte in azioni concrete.

Legalità e povertà. Ma anche solidarietà. Nel primo semestre 2025, il Banco Alimentare Sicilia ha ricevuto 81.500 kg di cibo confiscato

Un esempio è arrivato. Nei primi sei mesi del 2025 il Banco Alimentare della Sicilia ODV ha ricevuto in dono 81.500 kg di alimenti confiscati, frutto di operazioni condotte dalle Autorità di Pubblica sicurezza per garantire l’osservanza delle norme sulla vendita e sulla sicurezza alimentare.

Il dialogo attivato con tutte le Forze dell’ordine, i servizi di salute pubblica con il prezioso supporto del MAAS di Catania – spiega Domenico Messina direttore Banco Alimentare della Sicilia ODV – rappresenta un segno tangibile di cura e attenzione nei confronti di un numero, purtroppo sempre crescente, di persone che fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena e, soprattutto, ci consente di salvare dallo spreco tonnellate di alimenti che diventano risorsa sociale”.

Un risultato in crescita rispetto al 2024, che coniuga i valori della legalità e della sicurezza alimentare a quelli della sostenibilità sociale e ambientale.

Approfondisci su Banco Alimentare della Sicilia e su Caritas diocesana di Catania

Simona D'Urso

Simona D'Urso

Giornalista sin dai primi passi al liceo, poi all’interno della facoltà di Lettere moderne, quindi nella vita di tutti i giorni, ha fatto di questa professione il suo motto: conoscere per sapere, sapere per vivere meglio. Iscritta all'Ordine nazionale dei Giornalisti, è specializzata negli Uffici stampa, ma la cronaca ha il suo fascino.