07 Luglio 2025
Assessora Amata, la Procura chiude le indagini per corruzione

Nelle ultime ore il nome dell’assessora regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Elvira Amata (Fratelli d’Italia) è tornato al centro dell’attenzione mediatica e politica
La Procura di Palermo ha notificato ad Amata un avviso di conclusione indagini con l’ipotesi di reato di corruzione. Un atto che prelude alla possibile richiesta di rinvio a giudizio.
L’inchiesta ruota attorno a presunti scambi di favori tra l’assessora e l’imprenditrice Marcella Cannariato, moglie del noto imprenditore Tommaso Dragotto, patron del gruppo “Sicily by Car”. Secondo gli inquirenti, Amata avrebbe favorito l’ottenimento di finanziamenti pubblici in cambio dell’assunzione del nipote all’interno della A&C Broker, società diretta dalla stessa Cannariato.
A finire sotto la lente della magistratura anche diversi contributi regionali concessi per manifestazioni culturali ed eventi natalizi in varie città siciliane, tra cui “Magico Natale”. Le intercettazioni agli atti dell’indagine rivelano un coinvolgimento attivo del capo di gabinetto vicario dell’assessorato, Giuseppe Martino, che parlava esplicitamente di fondi da rendicontare a fronte di incarichi assegnati.
Amata, da parte sua, respinge ogni addebito e, attraverso una nota ufficiale, ha ribadito la propria totale estraneità ai fatti contestati: «Confido di poter chiarire al più presto la mia posizione», ha dichiarato.
Sul fronte politico, l’opposizione è insorta. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto le dimissioni immediate dell’assessora, mentre il Partito Democratico ha sollecitato il presidente della Regione Renato Schifani a intervenire rimuovendo Amata dall’incarico. All’interno di Fratelli d’Italia, si fa strada l’ipotesi di un passo indietro volontario da parte dell’assessora per evitare ripercussioni sull’immagine del partito.
La vicenda si inserisce in un clima già teso all’interno della giunta regionale, dopo le polemiche legate agli ingenti fondi spesi per eventi promozionali all’estero e alle continue pressioni per una maggiore trasparenza nella gestione dei fondi pubblici.
La prossima mossa spetta ora alla Procura: la richiesta di rinvio a giudizio potrebbe arrivare già nei prossimi giorni.




