25 Giugno 2025

Palermo, spaccio tra Ballarò e Vucciria: 8 arresti e 17 perquisizioni

Palermo, spaccio tra Ballarò e Vucciria: 8 arresti e 17 perquisizioni

È stata eseguita all’alba una vasta operazione antidroga condotta dalla Guardia di Finanza di Palermo e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che ha portato all’arresto di 8 persone indiziate di far parte di un’organizzazione criminale dedita allo spaccio di cocaina e hashish nei quartieri centrali di Ballarò e Vucciria. Contestualmente, sono state effettuate 17 perquisizioni tra Palermo e Villabate.

Secondo gli investigatori, il gruppo agiva con un’organizzazione gerarchica ben definita e si era guadagnato l’appoggio del mandamento mafioso locale.

I due capi curavano direttamente i contatti con i fornitori di droga, contrattando quantità, qualità e prezzo delle sostanze. La rete poteva contare anche su soggetti già sottoposti a misure cautelari, che gestivano da casa le richieste dei clienti, coordinando le consegne come una vera e propria “control room”.



Particolarmente ingegnoso il sistema di “drug delivery”: i pusher si muovevano per la città travestiti da rider con zaini di note piattaforme di consegna cibo, utilizzando biciclette elettriche e scooter. In questo modo, distribuivano dosi in vari punti della città – fino a Mondello – eludendo i controlli. Le quantità trasportate erano volutamente ridotte per diminuire i rischi, ma il continuo rifornimento era garantito da diverse basi operative sparse sul territorio.

Tra gli arrestati anche un esponente della mafia nigeriana, già noto alle forze dell’ordine e arrestato nel 2024 con un passaporto falso mentre tentava la fuga all’estero.

L’organizzazione utilizzava inoltre insospettabili e incensurati per custodire sia le sostanze che i proventi dello spaccio, sigillati in buste sottovuoto e nascosti in abitazioni “pulite”. Un “custode” è stato arrestato il mese scorso con 1,5 kg di hashish.

Il giro d’affari del sodalizio era ingente: l’attività era organizzata su tre turni giornalieri e generava oltre 3.000 euro al giorno, per un totale stimato di 700.000 euro durante il periodo investigato.

Si ricorda che, trattandosi di un provvedimento emesso in fase preliminare, per tutti gli indagati vige la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

redazione

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