20 Giugno 2025
Sicurezza questa sconosciuta, come l’articolo 31

Sicurezza sta per: “condizione oggettiva esente da pericoli, o garantita contro eventuali pericoli, che dà la possibilità di prevenire, eliminare o rendere meno gravi danni, rischi, difficoltà, evenienze spiacevoli” secondo il dizionario Treccani.
Eppure, ci deve scappare il morto (come nel caso di Santo Re, del 30 maggio scorso) o si deve attendere poco più di un anno affinché arrivi la terza condanna per la violenza sessuale di gruppo commessa il 30 gennaio del 2024 alla Villa Bellini nei confronti di una tredicenne davanti al suo allora fidanzatino 17enne (ne abbiamo parlato a lungo, clicca qui) perché la coscienza dei cittadini e di chi li amministra, possa andare verso una direzione diversa?
Città fuori controllo, senza sicurezza. “Catania si presenta nella versioe peggiore disè stessa”
La lista dei casi violenza ai danni di donne e ragazze, aggressioni al personale sanitario e/o agli autisti dei mezzi pubblici, dei lavavetri che si contendono la “fetta” di auto da pulire, e dei parcheggiatori abusivi, è lunga e non smette di allungarsi.
“É una situazione fuori controllo, la città sprofonda nel degrado – sostiene la deputata regionale Jose Marano (M5S) –. Spaccio, risse, rapine. Per strada nessuno si sente più al sicuro. Pessima immagine della città. Turisti accolti da rifiuti, scippatori e posteggiatori abusivi: Catania oggi si presenta nella versione peggiore di sé stessa”.
La fotografia è fatta: la città è ostaggio della micro e macro-criminalità organizzata e non; dei rifiuti mal esposti e ancor peggio ritirati, delle auto parcheggiate senza criterio, e dell’inciviltà dilagante.
L’arrivo dei militari dell’Esercito per garantire la sicurezza, tra considerazioni e titubanze. Si invocano interventi non isolati, l’applicazione dell’art. 50 del Testo unico degli Enti pubblici e maggiori controlli alla Playa
Non stiamo raccontando niente di nuovo. La novità adesso è rappresentata dalla presenza (quando arriveranno) dei militari dell’Esercito invocati dal primo cittadino che, ammettendo l’ingovernabilità sociale della città, ha bussato alla porta della premier Giorgia Meloni sperando così facendo, che un po’ di ordine possa essere ripristinato.
Non si è fatta attendere l’immediata risposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Ma Maurizio Attanasio segretario generale Cisl Catania, ritiene che “questo percorso non debba esaurirsi in interventi sporadici e solo in alcuni punti centrali della città, a partire dalle aree più esposte a fenomeni di degrado e criminalità”.

“Sappiamo benissimo che i militari non hanno le stesse capacità operative di Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza – leggiamo nell’editoriale della scorsa settimana scritto dal collega Daniele Lo Porto -. Non hanno la preparazione e il riconoscimento giuridico, né quella psicologica per intervenire in situazioni di ordine pubblico. È chiaro a tutti”.
Forse è un po’ meno chiaro all’avvocato Trantino che avrebbe potuto appellarsi all’art. 31 della Statuto della Regione Siciliana sul mantenimento dell’ordine pubblico.
Francesca Briganti coordinatrice regionale dell’Associazione “Le Partite Iva”: “Gli atti vandalici e i casi di violenza sono sotto gli occhi di tutti. Perché non è stata richiesta l’adozione della Polizia di Stato che ha competenze diverse da quelle dei militari dell’Esercito? La richiesta sarebbe stata legittimata dall’art. 31 trattandosi di materia di sicurezza e ordine pubblico. Trantino avrebbe potuto avvalersi dell’art. 50 del Testo unico degli Enti pubblici, eppure… Schifani ha gli strumenti ma non li usa”.
Perché andare fino a Roma quando avrebbe potuto rivolgersi al Governatore Renato Schifani?
Non solo articoli, dunque, non solo “Strade sicure”.
Lorenzo Costanzo segretario della confederazione Cidec: “Applicare il “Decreto sicurezza” anche ai lidi della Playa. Centinaia di venditori di merce ritenuta contraffatta, per lo più in nero. Bisogna fermare tutto questo e rendere la Playa sicura. Non si sa se questi soggetti siano in regola con i permessi, eppure si pretende che gli stabilimenti balneari non autorizzino a farli entrare e a farli girare nelle aree di pertinenza privata. Andrebbe valorizzata quella zona lasciata per decenni all’indecoroso oblio”.
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Simona D'Urso
Giornalista sin dai primi passi al liceo, poi all’interno della facoltà di Lettere moderne, quindi nella vita di tutti i giorni, ha fatto di questa professione il suo motto: conoscere per sapere, sapere per vivere meglio. Iscritta all'Ordine nazionale dei Giornalisti, è specializzata negli Uffici stampa, ma la cronaca ha il suo fascino.




