07 Giugno 2025
Seggi aperti l’8 e 9 giugno: lavoro e cittadinanza, i temi del referendum

Seggi aperti dalle 7 alle 23 di domenica 8 giugno e dalle 7 alle 15 di lunedì 9 per votare ‘sì’ o ‘no’ a cinque quesiti referendari
Seggi aperti l’8 e il 9 giugno per dare la propria preferenza (indicando “SI” o “NO”) ai cinque referendum abrogativi sul precariato e sicurezza del lavoro, e sulla cittadinanza per chi desidera essere riconosciuto come “cittadino italiano”. Quesiti che hanno l’obiettivo di modificare le norme attualmente in vigore.
Cinque schede, ognuna avente un colore diverso e un quesito differente
SCHEDA VERDE quesito n. 1 – Chiede l’abolizione o meno di una parte della legge, sulla disciplina sui licenziamenti previsti dal contratto a tutele crescenti.
- Votando SÌ si permette il reintegro del lavoratore licenziato illegittimamente, che ad oggi non ne ha diritto.
- Votando NO rimane tutto invariato.
SCHEDA ARANCIONE quesito n. 2 – Con la normativa attuale, l’indennità di licenziamento illegittimo nelle piccole imprese è di massimo 6 mensilità.
- Con il SÌ tale limite sarà rimosso e il risarcimento potrà essere più consistente.
- Con il NO resta tutto invariato.
Seggi aperti dalle 7 alle 23 di domenica, e dalle 7 alle 15 di lunedì
SCHEDA GRIGIA quesito n. 3 – Si chiede di garantire una maggiore tutela ai lavoratori precari, la possibilità per le aziende di assumere con contratti a tempo determinato, indicare il motivo per cui si intende utilizzare il contratto anche per periodi inferiori a 12 mesi.
- Indicando il SÌ si reintroduce la causale per i contratti di lavoro sotto i 12 mesi.
- Indicando il NO resta immutata la normativa vigente.
SCHEDA FUCSIA quesito n. 4 – Si intende ampliare la responsabilità dell’azienda che commissiona un appalto includendo gli infortuni legati specificamente al tipo di lavoro svolto.
- Con il SÌ si chiede la responsabilità di tutti per infortuni e incidenti del lavoratore.
- Con il NO le responsabilità del committente restano limitate.
SCHEDA GIALLA quesito n. 5 – Si propone di ridurre il periodo di residenza legale in Italia, dopo il quale un cittadino extra-Ue ha diritto di presentare richiesta di cittadinanza italiana.
- Votando SÌ il periodo di residenza si riduce da 10 a 5 anni.
- Votando NO il requisito attuale resta invariato.
I pro e i contro ai quesiti referendari: i favorevoli e i contrari
Sono temi che scaldano la platea politica perché la riforma del mercato del lavoro, così come l’accoglienza e l’integrazione dei migranti, sono argomenti scottanti. E visto che, per essere validi, i referendum devono raggiungere un quorum, significa che dovrà votare almeno il 50% più uno degli aventi diritto.
“Così come posti, ritengo i quesiti referendari assolutamente strumentali rispetto a questioni che non rispecchiano né da un punto di vista prettamente razionale le esigenze del territorio, né tantomeno sono rispondenti alle problematiche che effettivamente emergono nella vita di tutti i giorni. Ho sempre difeso e invocato il diritto al voto. In questo caso il non voto rappresenta a tutti gli effetti un un’espressione negativa rispetto a quello che prevede la legge in termini di raggiungimento del quorum”. Così Erio Buceti di Fratelli d’Italia, presidente X commissione consiliare permanente Urbanistica del Comune di Catania.
Di tutt’altra opinione è Carmelo De Caudo, segretario generale Cgil Catania: “Il fine dei nostri quesiti referendari è chiaro: rimettere il lavoro, i diritti, la dignità, al centro della politica e della società. Noi invitiamo a recarsi alle urne l’8 e il 9 giugno e a votare cinque “sì” perché ognuno di questi rappresenta un mattone in più per ricostruire diritti fondamentali che ci sono stati tolti. Il lavoro, così come la sicurezza nei luoghi lavorativi, non può essere una concessione. E la cittadinanza per chi vive, studia, e lavora in Italia, è un sì all’uguaglianza”.
Si potrà votare dalle 7 alle 23 di domenica, e dalle 7 alle 15 di lunedì.
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Simona D'Urso
Giornalista sin dai primi passi al liceo, poi all’interno della facoltà di Lettere moderne, quindi nella vita di tutti i giorni, ha fatto di questa professione il suo motto: conoscere per sapere, sapere per vivere meglio. Iscritta all'Ordine nazionale dei Giornalisti, è specializzata negli Uffici stampa, ma la cronaca ha il suo fascino.




