06 Giugno 2025

Nessun rapimento, Luca Alfio Virgillito assolto con formula piena

Nessun rapimento, Luca Alfio Virgillito assolto con formula piena

Dopo due anni di processo e 22 giorni in carcere, Luca Alfio Virgillito è stato assolto con formula piena dalle accuse di sequestro, violenza e maltrattamenti. Il Tribunale di Catania ha ritenuto le prove inesistenti e il suo comportamento specchiato. L’amarezza del  suo avvocato difensore Giovanni Magrì.

Dopo due anni di processo e 22 giorni trascorsi in custodia cautelare, Luca Alfio Virgillito è stato assolto con formula piena: “il fatto non sussiste”. A stabilirlo è stato il Collegio della IV Sezione Penale del Tribunale di Catania, presieduto da Salvatore Palmieri, con i giudici Ersilia Guzzetta e Dora Anastasi, nella sentenza n. 2905/2025.

Virgillito, arrestato nell’aprile 2023, era accusato di sequestro di persona, violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti della ex coniuge. Accuse che, come emerso durante il dibattimento, si sono rivelate del tutto infondate e prive di qualsiasi riscontro probatorio.



L’avvocato Giovanni Magrì: “Detenzione ingiusta, accuse smontate”

“Il mio assistito è stato detenuto ingiustamente per 22 giorni,” ha dichiarato l’avvocato difensore Giovanni Magrì. “Alla prova dei fatti è emerso che non c’era nulla: nessun referto, nessuna testimonianza coerente, nessun riscontro. La verità è venuta fuori ed è stata smontata punto per punto.”

Secondo la ricostruzione difensiva, l’intera vicenda avrebbe avuto origine da una segnalazione del padre della donna, un ex militare contrario alla relazione tra i due. Sarebbe stato proprio lui a denunciare un presunto sequestro, innescando così l’attivazione del protocollo previsto per i cosiddetti “codici rossi”. Tuttavia, gli accertamenti successivi hanno mostrato un quadro ben diverso da quello ipotizzato inizialmente.

L'avvocato Giovanni Magrì

L’avvocato Giovanni Magrì

Il racconto della difesa

Parliamo di due persone adulte, consenzienti, che avevano deciso di trascorrere insieme una notte a Catania,” ha spiegato ancora l’avvocato Magrì. “L’ex suocero sapeva che la ragazza sarebbe dovuta rientrare, ma è stata lei a insistere per vedere l’ex compagno. Non vedendola tornare, il padre ha denunciato un sequestro che non è mai avvenuto. I messaggi WhatsApp e i tabulati telefonici hanno confermato che la ragazza comunicava liberamente”.

La sera successiva, i due sono rientrati. Virgillito è stato poi fermato a Camporotondo grazie alle indicazioni fornite dal padre tramite GPS. “Nessun inseguimento, nessuna sparatoria: si è fermato e ha collaborato,” ha puntualizzato il legale, smentendo le prime ricostruzioni mediatiche.

Le accuse cadute in aula

Durante il processo, la presunta vittima ha ritirato la querela e ha rinunciato a costituirsi parte civile. Le testimonianze dell’accusa sono apparse contraddittorie, in alcuni casi addirittura favorevoli alla difesa. Il Collegio ha rilevato l’assenza di qualunque elemento oggettivo a carico dell’imputato, sottolineando nella sentenza il comportamento “specchiato e lucido” dell’uomo.

Nonostante la rinuncia della parte offesa, il Pubblico Ministero, dottoressa Maria Antonietta Guarnaccia, aveva chiesto una condanna a 10 anni di reclusione. Una richiesta che il Tribunale ha ritenuto infondata, assolvendo l’imputato con formula piena.

Una nuova vita

Oggi Virgillito ha ripreso in mano la propria vita: ha superato un passato legato alla tossicodipendenza, ha riottenuto la patente e ha ricominciato a lavorare. La figlia, nata dal rapporto con la ex compagna, è affidata congiuntamente a entrambi i genitori.

Le violenze esistono e vanno affrontate con il massimo rigore,” ha concluso l’avvocato Magrì, “ma ogni accusa va verificata con attenzione. Questa vicenda dimostra quanto possa essere pericoloso giudicare con troppa fretta. Le vite rovinate non si contano solo tra le vittime, ma anche tra gli innocenti accusati ingiustamente”.

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.